<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-5707350289547263360</id><updated>2012-02-16T19:08:06.905+01:00</updated><category term='Editoriali'/><title type='text'>RSS resistenza</title><subtitle type='html'>informazione partecipata chiaro su scuro&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;a href="http://rssprova.blogspot.com/"&gt;homepage&lt;/a&gt; &lt;a href="http://bippi.blogspot.com/"&gt;internazionale&lt;/a&gt; &lt;a href="http://redazionebacheca.blogspot.com/"&gt;movimenti&lt;/a&gt; &lt;a href="http://redazionecultura.blogspot.com/"&gt;cultura&lt;/a&gt; &lt;a href="http://infoscienza.blogspot.com/"&gt;scienza&lt;/a&gt;</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://rssresistenza.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5707350289547263360/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rssresistenza.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Bippi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>9</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5707350289547263360.post-3732936854558495827</id><published>2008-11-17T17:04:00.002+01:00</published><updated>2008-11-17T17:07:18.189+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Editoriali'/><title type='text'>Una strana atmosfera</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;di Bruno Picozzi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si respira una strana atmosfera oggi in Italia. Non è colpa del monossido delle automobili, che quelle ci sono sempre state da quando, trent’anni fa e oltre, lo stato filodemocristiano decise di investire massicciamente a sostegno della FIAT invece che della piccola e media impresa. Scelta tra l’altro assolutamente comprensibile: il sostegno alla FIAT lo puoi sbandierare ai quattro venti mentre la Tubicini Gialli e Verdi SpA non la conosce nessuno &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;!--sep--&gt;&lt;!--resto dell’articolo --&gt;e se fallisce tanto peggio per i quattordici operai che vanno a casa. Una FIAT che cade fa tanto rumore mentre cento Tubicini da quattordici operai non se le fila nessuno.&lt;br /&gt;Questo governo ha ben capito la regola democristiana e si prepara a piantare bandierine colorate su una collezione di opere monumentali e imprese di enorme visibilità per poter poi mostrare alla storia un fantastico piano di investimenti a sostegno dell’economia. “Vedete, noi abbiamo fatto tutto il possibile”, diranno i nostri governanti ai posteri e qualcuno gli crederà. Qualcuno paragonerà il Berlusconi III all’epopea di Franklin Delano Roosevelt, la crisi finanziaria 2008 alla grande depressione degli anni ’30, il ponte sullo stretto agli investimenti del new deal.&lt;br /&gt;Qualcun altro obietterà che gli Stati Uniti di Roosevelt avevano massicce riserve di denaro mentre l’Italia di Berlusconi ha il più alto debito pubblico che si ricordi. Ma vai a ragionare di economia con i tifosi della squadra azzurra. La perdita di migliaia di posti di lavoro sarà comunque colpa dei comunisti. A trovarli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si respira una strana atmosfera in Italia e non perché c’è ancora la spazzatura nelle strade di Napoli. Oops, chiedo scusa, si può parlare di spazzatura a Napoli? Ma sì, in fondo quella mica l’ha creata Berlusconi. Nemmeno Prodi e Pecoraro Scanio in verità. E nemmeno D’alema a suo tempo. E se proprio vogliamo spaccare il capello in quattro, la spazzatura a Napoli non l’ha creata nemmeno quel commediante di Bassolino, che libera due piazze dai parcheggi e lo fanno santo patrono della città. Per chi ha memoria la spazzatura per strada c’era già ai tempi di Craxi ed io con la memoria oltre non vado. La differenza è che ai tempi di Craxi la spazzatura non veniva riversata in discariche a cielo aperto giusto alle spalle di quartieri fortemente antropizzati come Chiaiano e non si picchiavano i vecchietti che chiedevano ascolto e logiche territoriali diverse. E soprattutto non si obbligavano tutti i telegiornali a far vedere le strade ripulite in centro mentre tutto l’entroterra brucia di roghi di camorra e di inceneritori cancerogeni. A Napoli gli inceneritori, a Novara il 68% di raccolta differenziata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si respira una strana atmosfera in Italia però i telegiornali e i giornali più diffusi non ne parlano. Questo è davvero difficile da capire perché in fondo la gente lo sa che il clima politico non è più quello di prima e per strada si discute molto di cose che ricordano ventenni passati come decisionismo, aggressioni squadriste, xenofobia, atti di razzismo, leggi strane e stranamente popolari, stato di polizia e cose così. Si discute molto anche di libertà di stampa, sembra che la politica stia pian piano imbavagliando la stampa acquisendone la proprietà. Un meccanismo davvero banale a pensarci: la politica è ricca e potente, quindi acquisisce i media facendo sì che i politici diventino gli editori; a questo punto i giornalisti dovrebbero mettere in discussione l’operato dei loro editori rischiando posto di lavoro e stipendio, e chiaramente si guardano bene dal farlo, soprattutto in tempi di recessione.&lt;br /&gt;Ci sono certamente voci fuori dal coro e giornali indipendenti. È anche vero che i giornali controllati dalla politica ricevono sovvenzioni a pioggia grazie alle quali possono sparare bordate mediatiche da far impallidire le corazzate americane mentre i giornalucoli indipendenti tutt’al più possono sparacchiare qualche tricchitracchi. Ed è anche vero che se un giornalista/voce indipendente rompe troppo l’anima arrivano fior di denunce per diffamazione ad ogni parola e poi son cavoli suoi andare in tribunale ogni due e tre a far vedere che si raccontano fatti e non corbellerie. Un giudice distratto poi lo si trova sempre e capita di venir condannati per aver citato il nome di uno detto da un altro in un articolo che parla di un altro ancora. Chiedere a Travaglio per ulteriori spiegazioni.&lt;br /&gt;Per i liberi blog della libera rete invece, vedrete che prima o poi una leggina piccola piccola la fanno passare, da destra o da sinistra che sia, e tutte queste bocche piene di parole cominceranno a trovare sconveniente la possibilità di parlare troppo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Davvero una strana atmosfera si respira in Italia oggi e magari è perché alcuni poliziotti sono stati condannati per aver spaccato faccia e gambe a 93 persone che dormivano in una scuola genovese, per aver costruito false prove di resistenza a pubblico ufficiale e violenze ai danni della comunità e per aver mentito spudoratamente in tutte le ricostruzioni. Però in realtà non può essere questa la ragione perché i poliziotti sono stati condannati per aver fatto queste cose nel 2001, mica ieri! E poi son stati condannati tredici pesciolini piccolissimi che avrebbero fatto di testa loro distribuendo qualche manganellata di troppo a destra e qualche insulto di cattivo gusto a manca. Tanto che il Giornale di famiglia Berlusconi può titolare a giusta ragione ‘Tanto rumore per nulla’, ironizzando a gran voce sul teorema della ‘macelleria messicana’ che è stato solo un’invenzione di qualche malalingua sinistroide e no-global. I vertici della polizia e i comandi politici, quelli che dovrebbero sapere se centinaia di membri delle forze dell’ordine si muovono in assetto antisommossa e vanno nottetempo a devastare una scuola dove dormono legalmente 93 manifestanti, loro non ne sapevano nulla e tutti vissero felici e contenti.&lt;br /&gt;E bisogna rispettare il giudizio della magistratura che ti condanna per aver citato la frase di un altro e ti assolve per aver distribuito manganellate a gente che dorme. Questa è l’Italia nel 2008.&lt;br /&gt;In compenso Antonio Manganelli, capo della polizia, scrive a Repubblica per affermare la sua convinzione “che il Paese abbia bisogno di spiegazioni su quel che realmente accadde a Genova” nel 2001. Aspettiamo di saperlo, signor Manganelli. Aspettiamo da 7 anni di saperlo e ci raccontano solo balle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma forse l’atmosfera in Italia è solo pesante perché il clima si sta riscaldando e non è colpa di nessuno. Parliamo di clima atmosferico, ovviamente. È già successo nel paleozoico, se ricordo bene, e in un altro paio di ere innominabili senza che vi fossero industrie siderurgiche o SUV in circolazione. Forse a causa delle deiezioni dei dinosauri ma nemmeno sono sicuro perché pure quelli erano un fatto naturale e l’equilibrio della natura, come si sa, è stabilito ben più in alto di Palazzo Chigi.&lt;br /&gt;Quindi tutto questo straparlare di cose strane che succedono oggi in Italia è solo conseguenza di fenomeni strettamente naturali che nessun legame possono vantare con le scelte di quest’ultimo governo, né tantomeno con il cursus honorum della Repubblica Italiana che, come si sa, è la democrazia più rappresentativa del mondo, erede diretta di quella meraviglia della storia ateniese che fu figlia della mente e del cuore di Solone. Questi ebbe, a detta di alcuni, origini italiche.&lt;br /&gt;Tutti sanno che l’Italia è il luogo più bello del mondo e per questo siamo pieni di turisti giapponesi. Così come si sa che i nostri studenti sono i migliori che ci siano, non per niente vantiamo accademici della portata di Leonardo e Galileo e letterati del calibro di Dante, ovunque conosciuto. La nostra imparagonabile cultura, come tutti sanno, ci ha fruttato fior di premi nobel che, tranne l’ultimo che fu errore di trascrizione, aggiungono prestigio al nostro già prestigioso nome. Grandi esploratori e grandi sportivi (è qui superfluo ricordare che siamo noi i campioni del mondo), la storia da sempre ci bacia come una madre premurosa coi suoi figli, sicché schiavo di Roma fu l’unico grande impero, esempio per tutti gli altri, che seppe radunare popoli e genti con la pacifica forza del primato civile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’aria più calda che la natura ci regalerà nei prossimi anni sarà infine non già il disastro dai menagrami annunciato ma la base stessa del futuro incremento del PIL: più sole, più caldo, più mare (grazie anche al provvidenziale scioglimento dei ghiacci polari), più turisti giapponesi e non. I quali magari proveranno a spiegare ai nostri governanti che il Protocollo di Kyoto non è un film erotico del sol levante (Caparezza docet) ma saranno parole inutili perché essi, i nostri governanti da destracentro e da centrosinistra, già sanno ciò che è da sapere e hanno le giuste soluzioni a tutti i problemi che assillano noi popolo bue.&lt;br /&gt;La sinistra invece si è suicidata tra Napoli e l’Afghanistan con grande gioia della maggioranza degli Italiani e, nel caso improbabile che qualcuno con giusta capacità provasse a rianimarla, si invocherà la sentenza di Eluana per interrompere l’alimentazione forzata e darle, infine, pace eterna in terra sconsacrata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’epilogo della favola, con tristezza infinita, lo lascio all’arte e all’ironia di Caparezza. Lui almeno riesce ancora a scherzarci su.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“Una grande opera di importanza storica che questa nazione salverà. E per la grande opera tutti i sudditi in città grideranno viva Sua Maestà. Una grande opera, macchina economica che i massoni rifocillerà. È la grande opera, stupido chi sciopera, quante bastonate prenderà.”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5707350289547263360-3732936854558495827?l=rssresistenza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rssresistenza.blogspot.com/feeds/3732936854558495827/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5707350289547263360&amp;postID=3732936854558495827' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5707350289547263360/posts/default/3732936854558495827'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5707350289547263360/posts/default/3732936854558495827'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rssresistenza.blogspot.com/2008/11/una-strana-atmosfera.html' title='Una strana atmosfera'/><author><name>Bippi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5707350289547263360.post-5428039952723940045</id><published>2008-10-27T16:41:00.002+01:00</published><updated>2008-10-27T16:49:04.175+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Editoriali'/><title type='text'>Ripartire dall’opposizione</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;di Bruno Picozzi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sinistra politica a sinistra del PD, che tra l’altro è sempre più al centro, è un fenomeno oggi nascosto, quasi sconosciuto. il quadro della situazione è probabilmente riassunto dal sito Bellaciao: aggiornamento saltuario e contenuti fermi mentre scriviamo a 20 giorni fa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 5 settembre scorso &lt;a href="http://bellaciao.org/it/spip.php?article20871"&gt;Alessandro Cardulli chiamava a raccolta&lt;/a&gt; i rifondaroli al grido: “Ripartiamo dall’opposizione”. Se qualcuno ha visto un’opposizione veramente di sinistra in ripartenza ce lo dica perché noi non ce ne siamo accorti.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;!--sep--&gt;&lt;!--resto dell’articolo --&gt; E non sembra che se ne sia accorto il Paese, sempre più credulone lato centrodestra e sempre più inconsistente lato centrosinistra. La compagine Di Pietro, lo sappiamo, non è qualificabile perché sarebbe di destra, se non fosse democristiana, se non fosse l’unica opposizione rimasta. Di sinistra, lì non c’è nulla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E non c’è in fondo molto di sinistra nel movimento dei meetup dove una gran buona volontà trasversale non si traduce in forza, probabilmente perché alla base di questa armata Brancaleone ci sono tantissimi NO logici e condivisibili ma poche idee costruttive. Come nelle antiche squadre da melina, mancano gli schemi e si gioca per linee orizzontali senza aver nemmeno voglia di verticalizzare. La democrazia orizzontale è una buona teoria ma sembra proprio che le strutture per farla funzionare &lt;a href="http://beppegrillo.meetup.com/533/it/messages/boards/thread/4804463"&gt;non siano state trovate&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel frattempo la protesta trasversale, sempre più insistente nel Paese, scende in piazza a partire dal mondo dell’istruzione che urla contro i grembiulini per bocciare in definitiva i tagli in finanziaria e quel che significherebbe per la didattica. E non è vero che c’è disinformazione perché, se è vero che ai sindacati interessano solo le cifre, invece i commenti e le critiche degli studenti sono assai pertinenti e andrebbero perlomeno presi in considerazione.&lt;br /&gt;Dopo il grande corteo di Roma, quello degli studenti, non quello di Veltroni, la parola occupazione è serpeggiata nelle facoltà e i collettivi studenteschi hanno cominciato la lotta. Qualche isolato dirigente di sinistra ha commentato. Ferrero, bontà sua, è passato a salutare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Manifestazioni e picchetti alle università hanno segnato l’inizio della settimana passata, 15mila in strada a Palermo e 40mila a Firenze. Mentre la sinistra piange Vittorio Foa, la base si mobilita ed era ora. Ma in assenza di una forza politica organizzata che raccolga e protegga la legittima protesta di coloro che non credono nelle politiche destrutturanti del Berlusconi ter, studenti e professori uniti si beccano &lt;a href="http://tv.repubblica.it/copertina/milano-dopo-gli-scontri/25411?video"&gt;a Milano&lt;/a&gt; le cariche della polizia, &lt;a href="http://tv.repubblica.it/copertina/argentina-scontri-in-piazza/25396?video&amp;amp;ref=hpmm"&gt;come in Argentina&lt;/a&gt;. E quando il &lt;a href="http://www.repubblica.it/ultimora/24ore/BERLUSCONINON-PERMETTEREMO-OCCUPAZIONE-SCUOLE-(2)/news-dettaglio/3371116"&gt;premier sostiene&lt;/a&gt; che le manifestazioni nella scuola sono “un tentativo della sinistra di organizzare una opposizione di piazza al Governo su un terreno circoscritto", egli mente sapendo di mentire. La sinistra politica non c’entra. La sinistra politica non c’è! È la gente che ne ha piene le tasche, di una politica che è solo pubblicità!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’impressione infatti è che gli equilibri tra il Palazzo e il Paese reale stiano ballando su un filo, pronti a crollare alla prima vera folata di vento. La &lt;a href="http://www.corriere.it/politica/08_ottobre_21/consulta_fumata_nera_04525fca-9f51-11dd-b0d4-00144f02aabc.shtml"&gt;protesta dei Radicali&lt;/a&gt; martedì scorso contro l’impasse sulla nomina del giudice della Consulta e del Presidente della Commissione Vigilanza RAI è forse sintomatica delle incongruenze che stanno avvelenando i colli di Roma. Orlando non è gradito da Berlusconi alla Vigilanza RAI perché dipietrista e quindi incontrollabile; Pecorella è costretto a ritirarsi dalla condidatura alla Consulta perché ex difensore di Berlusconi e indagato per favoreggiamento. Ancora una volta il malcostume politico di Berlusconi si scontra col buon nome del Parlamento mentre Veltroni, per smarcarsi come sua abitudine, afferma che la nomina del giudice non è un problema fondamentale per gli Italiani.&lt;br /&gt;Questo è un vero leader dell’opposizione!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora, egregio signor Veltroni, cosa sarebbe un problema fondamentale per gli Italiani? Non certo la politica europea sui cambiamenti climatici, visto che nemmeno sulle eresie sostenute dal duo Brunetta-Marcegaglia in materia abbiamo sentito alte le Sue rimostranze. C’è voluto Sarkozy per &lt;a href="http://www.corriere.it/esteri/08_ottobre_21/sarkozy_clima_f0208932-9f4b-11dd-b0d4-00144f02aabc.shtml?fr=box_primopiano"&gt;dare dell’irresponsabile&lt;/a&gt; al nostro governante dopo che i commissari della UE avevano sbugiardato le cifre criminali fornite da Berlusconi. Lei, signor Veltroni, che è il capo dell’opposizione parlamentare di centrosinistra, impari da chi sa far politica! Ogni tanto la vocina dovrebbe alzarla!&lt;br /&gt;Come dice? Il partito del SI’? Ma allora si faccia nominare sottosegretario alle Pari Opportunità, sotto Carfagna (che in tutta franchezza è una buona posizione), e la smetta di spacciarsi per uomo della sinistra parlamentare, Lei che è leader di un’opposizione così moderata, ma talmente moderata che non fa rumore su nulla e quindi non esiste. &lt;a href="http://www.corriere.it/politica/08_ottobre_25/pd_day_6d94fe4e-a27a-11dd-9d1b-00144f02aabc.shtml"&gt;Fa bene Cacciari&lt;/a&gt; a snobbare il sabato centrosinistroide al Circo Massimo chiedendo come il PD si intenda organizzare su scuola, crisi finanziaria e Alitalia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché l’opposizione di centrosinistra non esiste ed è cosa chiara da tempo a chi si astenga dalle fette di mortadella sugli occhi. Non è certo una manifestazione muscolare autunnale a cambiare le cose. L’opposizione si fa in Parlamento, ostruendo il passaggio a provvedimenti scellerati come quelli che vediamo in discussione da mesi. Ed in Parlamento le sole voci dissonanti dal coro dei servi del padrone sono Di Pietro sempre e qualche volta Bonino, per quel che può servire!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A partire da queste considerazioni ci aspetteremmo una forte opposizione extraparlamentare dalla sinistra cosiddetta radicale, quella talmente radicale che si è fatta bastonare dagli elettori per aver approvato l’indulto, la missione di pace/guerra in Afghanistan, il precariato a vita e il conflitto di interessi di chi gli avrebbe spezzato le reni dopo qualche mese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma la sinistra cosiddetta radicale ha troppo da perdersi in sottili distinguo, puntini sulle ‘i’ e arciconvercincesi dogmatiche per preoccuparsi di essere là dove si cerca veramente di dire sacrosanti NO al Berlusconi ter, vedi piazza Navona, vedi Chiaiano e Vicenza, vedi referendum contro il Lodo Alfano, vedi contestazioni alla riforma Gelmini. Del resto quella sinistra cosiddetta radicale è guidata dagli stessi quadri dirigenti che litigarono per settimane sul ‘falce e martello sì, falce e martello no’, dimenticando che c’era la necessità di proporre contenuti alla gente. E difatti son tutti fuori dal parlamento!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si potrebbe obiettare che la TV è occupata dal governo, come &lt;a href="http://www.ft.com/cms/s/0/5cf4dfc6-9c73-11dd-a42e-000077b07658.html?nclick_check=1"&gt;fa capire il Financial Times&lt;/a&gt; secondo cui “il trattamento [ricevuto da Berlusconi] su parte dei media si avvicina a livelli di adulazione nordcoreani”, ma quando Famiglia Cristiana ha alzato la voce contro le derive xenofobiche e razziste di alcuni provvedimenti, la cosa era su tutti i giornali.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200810articoli/37530girata.asp"&gt;Famiglia Cristiana all’attacco del governo&lt;/a&gt;!!!&lt;br /&gt;E le sinistre tacciono? E Veltroni dialoga? Siamo fuori dal mondo…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’OCSE ci fa sapere che l’Italia è &lt;a href="http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/economia/ocse-poverta/ocse-poverta/ocse-poverta.html"&gt;campione di diseguaglianza economica&lt;/a&gt;. Il reddito medio del 10 per cento degli italiani più poveri è di circa 3770 euro, ben sotto la media OCSE, mentre il reddito medio del 10 per cento più ricco è di circa 41500 euro, ben sopra la media OCSE. In Italia il 10 per cento dei più abbienti possiede il 42% della ricchezza totale e il 28% delle entrate globali del Paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo significa che in Italia, come in tutto il mondo globalizzato e iperliberista, la forbice tra ricchi e poveri si è allargata e continua ad allargarsi, negando il mito della diffusione della ricchezza tanto caro alle destre. In questo stesso mondo globalizzato e iperliberista i prezzi degli alimenti di legumi e cereali stanno salendo a dismisura, gettando le classi povere nella precarietà alimentare, mentre i governi saccheggiano il denaro pubblico per salvare dalla bancarotta gli speculatori finanziari che comunque &lt;a href="http://www.swissinfo.ch/ita/rubriche/notizie_d_agenzia/economia/Crisi_mercati_intatti_stipendi_d_oro_topmanager_a_Wall_Street.html?siteSect=163&amp;amp;sid=9867560&amp;amp;cKey=1224475815000&amp;amp;ty=ti&amp;amp;positionT=30"&gt;continuano a guadagnare cifre incredibili&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel frattempo almeno da un anno i giornali continuano timidamente a titolare “allarme recessione” senza voler ammettere che la recessione è lì, tra Roma e Milano, che gli investimenti languono e si stanno perdendo posti di lavoro, che il boom economico al sapore di pizza è proprio finito, preda di avvoltoi e pastori incapaci. Che forse dovremmo saper trasformare la recessione in un giusto fenomeno di decrescita felice ma questo forse è troppo complicato da spiegare a governanti che falsificano gli studi scientifici per poter bruciare più immondizia col consenso del popolo bue.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Facciamo quindi il riassunto dell’Italia 2008.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I meno ricchi tra gli Italiani (l’Italia è un paese ricco) diventano sempre meno ricchi, o più poveri se solo diamo alla cosa il giusto nome.&lt;br /&gt;Gli alimenti di base costano sempre di più e questo comincia ad essere un problema serio per le famiglie italiane, soprattutto quelle legate ad un solo stipendio, magari da insegnante.&lt;br /&gt;Il lavoro è sempre più precario e l’istruzione sempre più privata (nel doppio senso di non-pubblica e anche privata di mezzi economici).&lt;br /&gt;La maggioranza degli Italiani ha fiducia nell’attuale governo che però raccatta buona parte di questa fiducia grazie a un bombardamento pubblicitario senza precedenti, complici i giornalisti e i VIP di regime, mentre il Parlamento gioca ai soldatini o lavora per mantenere sulla poltrona l’uomo forte Berlusconi, aggredito dalle ingiurie di qualche comico e da orde di magistrati di rosso vestiti.&lt;br /&gt;L’opposizione di centrosinistra non c’è. Semplicemente non c’è! E non si racconti di affollate manifestazioni autunnali, l’opposizione si doveva fare prima delle distruzioni parlamentari.&lt;br /&gt;Di Pietro col suo manipolo sembra un guerriero spartano alle Termopili e più di tanto non può fare.&lt;br /&gt;La sinistra cosiddetta radicale non scende tra la gente a sostenere coloro che in ordine sparso si oppongono fermamente all’occupazione delle istituzioni e del territorio. Nemmeno quando &lt;a href="http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/cronaca/alemanno-centri-sociali/alemanno-centri-sociali/alemanno-centri-sociali.html"&gt;si sgomberano centri sociali vuoti per trovarvi improbabili molotov&lt;/a&gt; e così giustificare il prossimo intervento di polizia. Storie tristemente già viste.&lt;br /&gt;I meetup straparlano ma al momento non fanno un solo passo oltre quel che Grillo evoca dal blog, manifestando una forte incapacità di coordinamento indipendente.&lt;br /&gt;Chi Rimane?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rimane la gente!&lt;br /&gt;Sissignore, una vera sinistra non politica, quella fatta di popolo, di persone che chiedono voce in capitolo, ascolto, spazio, aria!&lt;br /&gt;Non è un punto ideologico e non potrà giustamente diventarlo poiché in Italia sono ormai in pochissimi ad agitare il faccione di Marx, il che probabilmente è un bene. Però la sinistra non è e non è stata solo comunismo ideologico ma in massima parte anche e semplicemente un modo diverso di vedere il ruolo del cittadino, una visione partecipativa della democrazia, una volontà di essere presenti laddove si prendono decisioni, una rivoluzione copernicana del rapporto tra governanti e governati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Osiamo sperare che in Italia stia crescendo quel movimento popolare evocato anni or sono da &lt;a href="http://www.stlyrics.com/songs/f/fossatiivano14950/lacanzonepopolare399239.html"&gt;Ivano Fossati&lt;/a&gt; che ha radici forse nei desideri sparsi dei meetup ma sicuramente più nelle manifestazioni studentesche, nei centri sociali, nelle assemblee online, nel crescere spontaneo di tanti progetti partecipativi che stanno demarcando il confine oltre il quale non si vuole permettere alla casta di decidere di cosa è bene e di cosa è male. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono i giovani, gli studenti ancora una volta a esporsi in prima linea e a prendere le manganellate ma la risposta dal basso è piena di civiltà e coscienza.&lt;br /&gt;“C’è un elemento eccezionale e positivo, gli studenti non sembrano avere nessuna voglia di fermarsi, noi non abbiamo nessuna voglia di fermarci!” ”Da oggi noi costruiremo la nostra università che vuol dire lezioni in piazza, autoformazione e partecipazione degli studenti.” (Dalle interviste di Repubblica TV a Milano dopo i tafferugli con la polizia)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi sono i ragazzi che guideranno il nostro futuro. Ragazzi cresciuti a Champions League e Grande Fratello e che nonostante tutto hanno parole sagge da dire a chi voglia ascoltare.Speriamo che tra di loro serpeggi quell’energia che tutti aspettiamo di veder sorgere per poter sollevare la nostra democrazia da questa palude popolata di vecchi mostri senza dignità, usi al baratto e al mercimonio. Speriamo che tra questi ragazzi cominci il canto meraviglioso ad accompagnare un nuovo risorgimento di idee e di pratiche davvero democratiche. E speriamo che tutti coloro che hanno orecchie e volontà seguano il ritmo con gioia, con forza visionaria, con determinazione, con consapevolezza.&lt;br /&gt;Alzati che si sta alzando!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5707350289547263360-5428039952723940045?l=rssresistenza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rssresistenza.blogspot.com/feeds/5428039952723940045/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5707350289547263360&amp;postID=5428039952723940045' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5707350289547263360/posts/default/5428039952723940045'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5707350289547263360/posts/default/5428039952723940045'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rssresistenza.blogspot.com/2008/10/ripartire-dallopposizione.html' title='Ripartire dall’opposizione'/><author><name>Bippi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5707350289547263360.post-7216946493284349267</id><published>2008-10-20T13:52:00.006+02:00</published><updated>2008-10-20T14:03:57.395+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Editoriali'/><title type='text'>Chi semina vento raccoglie tempesta?</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;di Bruno Picozzi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se l’intelligenza serve per capire, io allora mi metto tra gli stupidi perché non capisco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mondo è nel mezzo di una crsi finanziaria senza pari storici che a detta degli espertissimi è una crisi strutturale e non congiunturale. Dipende cioè dal modo in cui il sistema finanziario, quello iperliberista e globalizzato, è stato costruito. La ricchezza si accumula non più grazie alla produzione di qualche merce ma con la speculazione sugli schermi dei computer, con meri passaggi di numeri da qui a lì che creano dal nulla montagne di soldi per alcuni e oceani di povertà per tanti altri. La ‘bolla speculativa’ che ne risulta si sta sgonfiando e sono a rischio un’intera generazione di arricchiti e tantissima capacità di investimento, cioè posti di lavoro a decine di migliaia.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;!--sep--&gt;&lt;!--resto dell’articolo --&gt; Una scure pesantissima si abbatterà sui poveri nei prossimi anni.&lt;br /&gt;Come soluzione i governi, Bush in testa, si sono gettati ad acquistare corpose fette delle banche in via di sparizione; tradotto al popolo significa che i governi hanno preso consistenti quantità di denaro pubblico, quello che servirebbe per creare servizi a chi non può pagarseli, per acquistare titoli, obbligazioni e simili che non hanno nessun valore, in sostanza salvando gli amici furbetti della finanza e le loro politiche fallimentari attraverso l’aumento del debito pubblico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Quello che deve essere chiaro a tutti, Governi in testa, è che il conto della crisi non può essere pagato dalle imprese e non può essere pagato dai consumatori”, &lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Finanza%20e%20Mercati/2008/crisi-credito-borse-governi-banche-centrali/analisi-commenti/crisi-mercati-imprese-lavoratori-analisi-marchionne.shtml?uuid=1a8171be-9c18-11dd-adfe-5810f2b0a600&amp;amp;DocRulesView"&gt;afferma Sergio Marchionne&lt;/a&gt;, amministratore delegato della FIAT considerato dalla &lt;a href="http://people.forbes.com/profile/sergio-marchionne/20586"&gt;rivista Forbes&lt;/a&gt; tra i più stimati manager del mondo, sottolineando che l’ancora di salvataggio gettata ai furbetti di cui sopra garantirà alle banche di sopravvivere ma causerà “un impatto enorme sul debito pubblico e sul PIL di tutti gli Stati europei”.&lt;br /&gt;E con tutta probabilità le banche, pur salvate dal denaro pubblico, taglieranno “quelle linee di credito che non garantiscono un adeguato ritorno economico (…) riducendo di fatto il credito alle imprese, specialmente quelle piccole e medie.”&lt;br /&gt;In pratica, secondo Marchionne, i cittadini pagheranno i debiti delle banche ma ciononostante la crisi si riverserà su piccole e medie imprese, alimentando fallimenti e disoccupazione.&lt;br /&gt;Ormai la parola recessione viene pronunciata e chi sa di economia ne capisce la durezza.&lt;br /&gt;In questa situazione il governo dovrebbe proteggere le classi deboli. Dice Marchionne: “Non posso accettare che siano le imprese e i loro lavoratori a pagare sulla propria pelle la più grande follia finanziaria di tutti i tempi.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure il nostro governo Berlusconi ter si muove decisamente nella direzione opposta alla logica di Marchionne, tagliando i servizi e riversando sulle tasse gli errori della finanza liberista. Berlusconi affonda le mani nelle profondità del tesoro dello Stato e carica sul debito pubblico la parte marcia di Alitalia e i debiti delle banche. Contrariamente ad ogni logica di buon governo la parola d’ordine sembra essere: privatizzare i profitti, pubblicizzare le perdite!.&lt;br /&gt;La signora Marcegaglia confindustriale, che Forbes non pone tra i più stimati manager del mondo, plaude ogni giorno a queste manovre illogiche che salveranno forse i suoi propri interessi ma devasteranno le classi medio-basse. Marcegaglia è comprensibile, fa gli interessi suoi. Non comprendo il governo che dovrebbe fare gli interessi degli Italiani. Ah già, sono stupido. Ma non sono il solo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche una buona fetta del mondo dell’istruzione è fatta di stupidi che non accettano la logica del Berlusconi ter.&lt;br /&gt;Questa settimana Roma ha ospitato un grande corteo contro la legge Gelmini che taglia, taglia, taglia, ma reintroduce il grembiulino e il voto in condotta. I Cobas hanno detto 300mila persone, alcuni giornali schierati hanno sparato mezzo milione, la questura ha detto quattro gatti. Dalle immagini veramente i gatti sembravano un po’ più di quattro… Inoltre ci sono stati cortei praticamente in tutte le grandi città.&lt;br /&gt;Il ministro &lt;a href="http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=87183"&gt;Gelmini ha candidamente affermato&lt;/a&gt;: "Chi protesta ci dica dove trovare i soldi per occupare altre centomila persone nella scuola: purtroppo non è possibile". Eppure per il comune di Catania, disastrato dall’opera e dalla virtu’ dell’ex sindaco berlusconiano, sono stati trovati soldoni freschi e immediati… "Dalla sinistra solo allarmismo e disinformazione", ha insinuato Gelmini. Chissa’, a leggere la lettera-denuncia di una studentessa di Pisa sembra proprio il contrario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Del resto il Berlusconi ter non deve avere troppi problemi a mettersi contro una studentessa di Pisa vista l’abitudine a prendere a pesci in faccia intere categorie di Italiani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ministro del Welfare Sacconi, ad esempio, propone un &lt;a href="http://www.repubblica.it/2008/10/dirette/sezioni/cronaca/manifestazione/venerdi-17-ott/index.html"&gt;disegno di legge per regolamentare il diritto di sciopero&lt;/a&gt; e che la regolamentazione vada fatta non ci piove, lo dice anche la Costituzione.&lt;br /&gt;Fatto sta che i criteri individuati sono:&lt;br /&gt;1) referendum consultivo obbligatorio prima dello sciopero;&lt;br /&gt;2) adesione individuale preventiva per sapere quanti servizi verranno toccati;&lt;br /&gt;3) sanzioni affidate ai prefetti e non alla Commissione di garanzia, affinché siano "effettive";&lt;br /&gt;4) no al blocco di ferrovie, strade, aeroporti, no al danneggiamento irreversibile degli impianti.&lt;br /&gt;Quindi lo sciopero diventa un atto di cui ogni singolo lavoratore deve prendersi la responsabilita’ di fronte al padrone firmando con nome e cognome la propria partecipazione alla lotta, in un regime legislativo in cui ogni lavoratore puo’ essere licenziato anche senza giusta causa. Non si potra’ praticamente manifestare in nessun modo visibile e tangibile, solo astenersi dal lavoro in attesa di essere rimpiazzati. I cittadini non avranno disagi (bene!) e questo vuol dire che non si accorgeranno nemmeno delle categorie in lotta (male!).&lt;br /&gt;A ben ragionarci sembra piu’ repressione che regolamentazione del diritto di sciopero. Ma io sono stupido e forse non capisco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come non capisco la scelta del nucleare, quello che gli Italiani bocciarono attraverso un convinto referendum oltre vent’anni fa.&lt;br /&gt;Con il "ddl sviluppo" in approvazione alla commissione Attività produttive della Camera &lt;a href="http://altrenotizie.org/alt/modules.php?op=modload&amp;amp;name=News&amp;amp;file=article&amp;amp;sid=61278&amp;amp;mode=thread&amp;amp;order=0&amp;amp;thold=0"&gt;il governo comincia la carica&lt;/a&gt; che porterà di nuovo il Belpaese nel club dell’atomo, per diretta volontà di Palazzo Chigi. Il nucleare verrebbe anche equiparato nei fatti alle energie rinnovabili, poco importa se l’uranio è esauribilissimo e anzi prossimo a diventare merce rara e costosissima. Costosissime e pericolosissime anche le scorie che ancora non si sa dove andare a mettere. Il tutto rende la scelta nucleare oggi un paradosso strategico per non dire un’imbecillata pura, osteggiata da Rubbia e dagli Italiani che ragionano. Ma il governo poco se ne cura.&lt;br /&gt;E se qualcuno lo capisce, mi spieghi per quale motivo dopo aver ignorato per mesi i diritti di Europa 7 il governo propone &lt;a href="http://www.articolo21.info/7529/notizia/frequenze-tv-per-europa7-il-governo-fa-pagare.html"&gt;una soluzione plausibile&lt;/a&gt; che non tocchi la privatissima berlusconiana Rete4 ma funzioni a spese della RAI pubblica, quella pagata col canone da tutti gli Italiani, anche quelli che Emilio Fede non lo possono sopportare. Meravigliarsi poi che la gente evade il canone?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La studentessa quindi non lo prenda sul personale, è la volontà del popolo pensante che conta poco per il Berlusconi ter.E non solo…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Chiariamo subito una cosa – &lt;a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200810articoli/37383girata.asp"&gt;ha tuonato Maroni&lt;/a&gt; – non c'è nessun dietrofront sull’immigrazione clandestina. La determinazione a combatterla resta quella di prima». Il veto dell'Unione Europea ha bloccato il rimpatrio di cittadini comunitari ma il governo tira dritto. Il motto da sbandierare davanti al popolo bue è: «La nostra politica di rigore funziona».&lt;br /&gt;E dell’Europa non gli frega nulla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Né del mondo intero, che sprofondi pure insieme con tutti quelli che si preoccupano dell’effetto serra e altre simili banalità.&lt;br /&gt;il Berlusconi ter ha minacciato di bloccare l’intero programma europeo di lotta ai cambiamenti climatici, mettendo in difficoltà anche il potente Sarkozy che è stato costretto a rinviare la decisione finale sul pacchetto clima a dicembre. L’Europa manterrà l’impegno di riduzione di CO2 del 20 per cento al 2020, ma senza creare troppi problemi alla signora Marcegaglia confindustriale né alle imprese italiane che inquinano. Qualche commissario europeo &lt;a href="http://www.repubblica.it/2007/03/sezioni/ambiente/clima-vertice-ue/ue-contro-italia/ue-contro-italia.html"&gt;ha sbugiardato&lt;/a&gt; le cifre catastrofiche diffuse dal Berlusconi ter ma in risposta il ministro Brunetta ha dato del folle al commissario e il Presidente della Camera &lt;a href="http://www.repubblica.it/2007/03/sezioni/ambiente/clima-vertice-ue/brunetta/brunetta.html"&gt;Schifani ha affermato&lt;/a&gt; che la tutela dell'ambiente va in secondo piano quando il mondo finanziario subisce una crisi economica, giusto per chiarire che baffo possono farsene della voce di una studentessa di Pisa. E mentre il WWF invoglia l’Italia a essere la testa e non la retroguardia della lotta ai cambiamenti clilmatici, &lt;a href="http://www.repubblica.it/2007/03/sezioni/ambiente/clima-vertice-ue/italia-non-isolata/italia-non-isolata.html"&gt;Berlusconi sottolinea&lt;/a&gt; che la linea morbida dell’Italia è stata condivisa da altri nove Stati. Ci sono altri nove irresponsabili confindustriali in Europa e questo basta a far diventare l’inquinamento un problema effettivamente marginale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma in fondo la querelle con l’Unione Europea non è nemmeno gran cosa paragonata alla &lt;a href="http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idc=&amp;amp;idart=12436"&gt;fregatura che stiamo per tirare all’ONU&lt;/a&gt; in materia di cooperazione internazionale allo sviluppo, ottavo tra gli obiettivi del millennio. L’Italia, in quanto paese tra i più ricchi del mondo, si è impegnata da anni a riservare la 0,70% del PIL alla cooperazione internazionale ma al momento siamo allo 0,20% scarso.&lt;br /&gt;La proposta governativa di Finanziaria per il prossimo triennio presentata in Parlamento, in discussione in queste settimane nelle commissioni competenti, introdurrà una riduzione di circa il 50% dei fondi destinati all'aiuto pubblico allo sviluppo. Se approvata, la manovra comporterebbe una caduta libera dei fondi riservati allo sviluppo fino allo 0,10% del PIL nel 2009. Questo decreterebbe l'impossibilità definitiva, per il nostro Paese, di raggiungere e mantenere l'obiettivo fissato dello 0,51 percento del Pil per il 2010, a meno di un miracolo che quintuplichi le risorse in un solo anno.&lt;br /&gt;Ovviamente Tremonti invoca la qualità al posto della quantità. Ovviamente la qualità comprende parte delle spese delle missioni militari di pace/guerra che sono considerate investimenti per lo sviluppo. Sviluppo dell’odio e del terrore!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Del resto sappiamo che l’intervento militare è cosa buona e giusta, anche e soprattutto in difesa delle vecchiette padane aggredite da milioni di clandestini extracomunitari.&lt;br /&gt;A proposito, &lt;a href="http://www.dirittiglobali.it/articolo.php?id_news=8706"&gt;l'ultima analisi sull'andamento della criminalità&lt;/a&gt; da gennaio a giugno 2008 evidenzia, tra l'altro, come il numero dei reati compiuti da stranieri si equivalga con quello dei delinquenti italiani. Chi arriva dall'estero si è specializzato nei furti e nelle rapine di abitazione (crimini fortemente percepiti), mentre per scippi e rapine in strada e in banca rimane il predominio della malavita locale. In generale i numeri mostrano una diminuzione forte della delittuosità pari al 10,1%, ma i soldati di presidio alla stazione fanno tanto Rambo e le vecchiette si sentono più sicure.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questi giorni &lt;a href="http://www.senzasoste.it/content/view/5417/96/"&gt;Marcello Lippi ha rifiutato&lt;/a&gt; di collaborare a un dvd contro razzismo, nazismo e fascismo da distribuire nelle scuole. Lippi ha semplicemente detto che non ha mai fatto politica e che quindi continuerà a non farla. Parlare contro il razzismo e il nazifascismo è quindi fare politica. Chissà che ne pensa quell’impunito di &lt;a href="http://www.lastampa.it/sport/cmsSezioni/calcio/200809articoli/16861girata.asp"&gt;Abbiati&lt;/a&gt; che spero mi legga e mi faccia causa. Tanto io sono stupido e non capisco.&lt;br /&gt;Poi quando gruppi di imbecilli si vestono di politica fascista per andare a piantare grane in giro per l’Europa cascano tutti dalle nuvole. - Chissà come mai? - si chiedono questi paperoni ignoranti che sanno solo come si tirano calci a un pallone. Fanno venir la voglia di cambiare canale invece di tifare Italia come ho sempre fatto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sanno forse che chi semina vento raccoglie tempesta?&lt;br /&gt;Non lo sa forse quella brava persona a nome Giancarlo Gentilini, vice-sindaco di Treviso, detto anche ‘lo sceriffo’, che &lt;a href="http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=87188"&gt;avrebbe invocato&lt;/a&gt; "la rivoluzione contro i clandestini" e contro "i campi dei nomadi e degli zingari" al fine di "eliminare i bambini che vanno a rubare agli anziani", criticando "quelli che vogliono aprire le moschee e i centri islamici, comprese le gerarchie ecclesiastiche". Anche questo è fare politica, signor Lippi, anzi, mister.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E proporre come giudice costituzionale un avvocato di Berlusconi sotto inchiesta per favoreggiamento non è forse un seminare vento per provocare tempesta? &lt;a href="http://www.repubblica.it/2008/08/sezioni/politica/rai-cda-3/fumata-nera/fumata-nera.htmlhttp://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/politica/sondaggi-2008/fiducia-governo/fiducia-governo.html"&gt;Pecorella in cambio di Orlando&lt;/a&gt; alla Vigilanza RAI, do ut des, uno scambio che nemmeno i bambini con le figurine Panini. Eppure avviene nel nostro Paese, sotto gli occhi allibiti di pochi e nel disinteresse di quasi tutti che anzi gradiscono e applaudono. E io mi sento veramente stupido e ancora di più non capisco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché in Italia, udite udite, &lt;a href="http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/politica/sondaggi-2008/fiducia-governo/fiducia-governo.html"&gt;chi semina vento raccoglie consenso&lt;/a&gt;. Il Berlusconi nazionale gode di una fiducia popolare grande quanto il 62% di mille persone campione, una cosa mai vista per un capo di governo in tempi recenti.&lt;br /&gt;Nonostante lo spregio continuo dimostrato verso il Parlamento, l’opposizione, la magistratura, la storia, i referendum, le manifestazioni popolari, la volontà dei territori, l’Unione Europea, l’ONU e l’universo intero, il governo guadagna consenso grazie ai soldati, ai grembiulini, allo spostamento della spazzatura da Napoli centro a Napoli periferia e alla promessa di non far perdere un euro di deposito a nessuno, nemmeno a quegli imbecilli che ci credono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io, stupido tra gli stupidi, sono senza parole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roberto Saviano va via dall’Italia per ricominciare a vivere. Niente paragoni blasfemi, ha sottolineato Travaglio ed ha ragione, ma molti di noi stupidi hanno fatto altrettanto da tempo e, almeno per quanto mi riguarda, non ho purtroppo nessun rimpianto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5707350289547263360-7216946493284349267?l=rssresistenza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rssresistenza.blogspot.com/feeds/7216946493284349267/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5707350289547263360&amp;postID=7216946493284349267' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5707350289547263360/posts/default/7216946493284349267'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5707350289547263360/posts/default/7216946493284349267'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rssresistenza.blogspot.com/2008/10/chi-semina-vento-raccoglie-tempesta.html' title='Chi semina vento raccoglie tempesta?'/><author><name>Bippi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5707350289547263360.post-4054541981657488744</id><published>2008-10-12T19:26:00.003+02:00</published><updated>2008-10-12T19:32:11.326+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Editoriali'/><title type='text'>Io, il mio nemico</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;di Bruno Picozzi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leggiamo i giornali tutti i giorni e tutti i giorni sprofondiamo in uno spiacevole stato d’animo che chiameremo disagio.&lt;br /&gt;Ovviamente il disagio risparmia tutti coloro che ne sono la causa, a partire dai membri del nostro beneamato governo fino al 60% degli Italiani che ne gradiscono l’operato. E forse vi dovremmo aggiungere anche l’intero Parlamento e una buona percentuale di silenziosi che sono tali perché, come dicono certi letterati televisivi, ‘&lt;em&gt;un glie pò fregà de meno&lt;/em&gt;’!&lt;br /&gt;Per dirla in breve, siamo in pochi ma siamo a disagio.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;!--sep--&gt;&lt;!--resto dell’articolo --&gt;Il disagio diventa intollerabile forse proprio per questo sentirsi parte di una minoranza in fondo poco numerosa di persone oltretutto mosse da motivazioni ben diverse tra loro, che vanno dal rifiuto ideologico col pugno alzato all’opposizione pressapochista con tessera UDC. Nel mezzo c’è di tutto, acriticismo politico, punti di principio e antipatie televisive comprese!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure questo governo e questa maggioranza, ispirati da questo Presidente del Consiglio e con l’attivo contributo di questa opposizione che non fa opposizione, stanno violentando la Costituzione e lo Stato in maniera mai vista, interpretando diritti e doveri secondo schemi da autoritarismo sudamericano, imponendo decisioni in spregio alla volontà dei territori, minacciando intere categorie e perfino i poteri della Repubblica.&lt;br /&gt;Vediamo quotidianamente l’Italia in preda a soluzioni che sono peggiori dei mali, inceneritori e centrali nucleari in prima fila. Vediamo il debito pubblico allargarsi, la scuola pubblica crollare, l’università e la ricerca naufragare, la sanità morire, i prezzi crescere a dismisura, il risparmio dissolversi, il diritto ridursi a opinione e l’opinione elevarsi a verità, il territorio bruciare, la mafia proliferare, le croci celtiche moltiplicarsi… Eppure nel disastro totale l’Italiano medio si dichiara politicamente contento e soddisfatto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E mica solo questo! A scorrere i blog e i forum si leggono commenti senza peli sulla lingua di tanta gente che difende Borghezio e quelli simili a lui per dare addosso al ragazzo ghanese pestato a Parma e alla donna somala umiliata a Ciampino, ultimi sfortunati protagonisti di una lunga lista di episodi che hanno smosso persino la coscienza del Papa contro una possibile deriva razzista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma, viene da chiedersi, tutti questi saccenti spaventati che si vestono da crociati medievali e &lt;a href="http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20081004095629AAejUg8"&gt;parlano di neri e di Islam&lt;/a&gt; senza essere mai usciti dal loro ultraprovincialissimo paesino prima dov’erano? Sono forse tutti nati col terzo governo Berlusconi? Forse che quando c’erano Prodi e D’Alema si nascondevano tutti nelle fogne? In sintonia con &lt;a href="http://achtungbanditen.splinder.com/post/18607084/Allarmi+siam+razzisti%21"&gt;Gianluca Bifolchi&lt;/a&gt;, non ci sembra di ricordarlo…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse è col terzo governo Berlusconi che sono nati la voragine del debito pubblico e questo sistema bancario delinquente? No, non ci sembra di ricordarlo…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Né ricordiamo che siano di origine berlusconiana i baronati universitari, il nepotismo e il clientelismo dei politici, il disastro della scuola pubblica e della sanità, le diverse e uniche mafie del sud, le morti bianche, l’incompetente elefantismo della burocrazia, gli aumenti indiscriminati di pane e pasta, gli assurdi della spazzatura a Napoli e degli inceneritori a Brescia, i bilanci in rosso dei grandi comuni, la TAV e il MOSE, i SUV e gli strozzini, il vino alterato, i ciclisti dopati, la cellulite e la forfora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, non ci sembra di ricordare che prima del Berlusconi III vivessimo in un Paese perfetto. Anzi!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora perché siamo a disagio adesso, noi minoranza, e ci aggrappiamo ai progetti comunque centristi di Di Pietro o meglio ascoltiamo con evidenti cenni di consenso le parole pesanti di Travaglio, Guzzanti e Grillo su quel tale che sembra la causa di tutti i mali d’Italia mentre invece i mali d’Italia vengono da molto più lontano?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse dobbiamo ammettere di essere tutti noi, quelli che ci sentiamo a disagio, degli pseudo-idealisti minimal-rivoluzionari incapaci di vivere sotto regole civili condivise. Vogliamo l’Italia come piace a noi altrimenti non se ne fa nulla. Vogliamo il gelato e che sia al pistacchio, altrimenti urliamo e sbattiamo i piedi per terra.&lt;br /&gt;O forse non è così.&lt;br /&gt;Allora cerchiamo altrove la verità, indaghiamo per capire cosa ci fa sentire a disagio di questa Italia imperfetta che perfetta non è mai stata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Repubblica e Corriere della Sera sono i due maggiori giornali online del Paese e martedì 7 ottobre è un giorno qualsiasi. Apriamo i due siti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fantacalcio e Coppa UEFA ovviamente. La crisi della finanza in USA. Le elezioni in USA. Il Nobel vinto da questo e quello. Cronaca nera e notizie pruriginose., pettegolezzi a go-go. Niente sugli oltre 50 conflitti armati nel mondo.&lt;br /&gt;Nei soliti angoli le pagine sulla politica.&lt;br /&gt;Il Presidente Napolitano vigilerà con rigore sull’uso dei decreti legge.&lt;br /&gt;Dei testimoni hanno visto i vigili picchiare il ragazzo ghanese.&lt;br /&gt;La Lega propone il permesso di soggiorno a punti.&lt;br /&gt;Fini, Presidente della Camera, afferma che il governo deve poter decidere.&lt;br /&gt;La prossima manifestazione contro il Lodo Alfano.&lt;br /&gt;Qualche eco dell’inutile referendum sulla base Dal Molin.&lt;br /&gt;Infine Veltroni che spara sull’autoritarismo: "Berlusconi è un'anomalia del sistema".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il disagio è lì che si agita e urla parole scomposte. Dov’è il dibattito politico? Dove sono le proposte per chiudere la voragine del debito pubblico e creare posti di lavoro? Dove le relazioni internazionali? Chi discute con gli studenti di come migliorare l’insegnamento e con i sindacati delle condizioni di sicurezza sul lavoro? Chi si oppone alla mafia?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scorrono univocamente sui maggiori giornali due film inediti, paralleli, necessari l’uno all’altro. Il primo è un documentario, parla di un governo decisionista che ha i numeri per governare in solitudine e li usa contro ogni tipo di minoranza, nazionale o locale che sia, il che è l’antitesi della democrazia e l’anticamera della dittatura.&lt;br /&gt;Il secondo è un film pubblicitario, uno spot infinito sulla necessità di maggiore sicurezza per le povere vecchiette indifese, aggredite da orde di neri, Rom e musulmani tagliatori di teste.&lt;br /&gt;Come sfondo ai due film l’economia che va a rotoli e che trascina a fondo non già i responsabili di cotanto disastro, banchieri, manager e frequentatori di salotti politici, ma i piccoli risparmiatori anonimi e le classi più deboli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Disagio…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo governo è corrotto quanto gli altri, forse più degli altri o forse meno, ma si distingue da qualsiasi esperienza politica precedente nell’Italia repubblicana per la mancanza totale di dialogo con la società e con il resto del mondo politico.&lt;br /&gt;Ci raccontano che c’è un’emergenza sicurezza** e ne decidono le soluzioni, le applicano senza ascoltare nessuno e infine, cantandosela e suonandosela da sé stessi, ci fanno sapere che il tutto funziona. Finito!&lt;br /&gt;Lo stesso metodo è utilizzato per ogni dove, dalla discarica di Chiaiano al palinsesto della RAI.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Berlusconi dichiara senza problema alcuno che per fare il tunnel della TAV in Val di Susa occorrerà impiegare “la forza militare dello Stato” (applausi del pubblico, pagante) però sia chiaro che il vero problema sono i clandestini e i Rom, le prostitute e i terroristi (ancora applausi).&lt;br /&gt;Berlusconi si lancia al galoppo impugnando la filosofia dei "vetri rotti", come fece Rudolph Giuliani a New York dieci anni fa. Contro i marciapiedi sporchi, le scritte sui muri, le marchette nei parchi e altri segnali di incoraggiamento al vandalismo e a forme di criminalità più gravi, il governo schiera le pattuglie di parà della Folgore, arma letale a difesa delle vecchiette padane (standing ovation verde-bianco-azzurra).&lt;br /&gt;Nel frattempo la famiglia media vede fortemente ridotto il suo potere di acquisto e fior di giornali parlano di povertà strisciante, mentre cori italo-fascisti scuotono l’Europa indignando perfino (a parole) un indegno come La Russa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Berlusconi non dialoga con l’opposizione, col territorio, con le istituzioni, con le minoranze, con le categorie, con gli studenti. Berlusconi decide e rapidamente trova soluzioni e questo agli Italiani, indubbiamente e incontrovertibilmente, piace. Petto in fuori e pancia in dentro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi minoranza a disagio proviamo a urlare che le rapide soluzioni proposte, come spesso succede, sono puri vernissage, rimedi di facciata, tamponi provvisori che non risolvono i problemi alla radice, dita maldestre che nascondono la luna.&lt;br /&gt;Ma le nostre rimostranze, per quanto rumorose, sono coperte dalla standing ovation del 60% degli Italiani contenti e soddisfatti della nuova discarica nel parco di Chiaiano, dei parà alla stazione e del nuovo reality in TV.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi minoranza a disagio proviamo a far presente che l’Italia è una democrazia parlamentare basata su un perfetto equilibrio di poteri dello Stato, equilibrio appositamente creato per evitare che poche persone decidano per tutti, magari a proprio beneficio, avendo storicamente sperimentato i disastri di una tale situazione. Ma gli Italiani sono stufi di sentire chiacchiere e vogliono risultati, quali che siano. Hai voglia a discutere di bel gioco, quel che serve è uno che la palla la butti dentro!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi minoranza cerchiamo di ragionare e far ragionare sul fatto che i i sistemi presidenziali decisionisti, USA e Francia in testa, sono costruiti con fior di garanzie istituzionali per cui il Presidente americano può andare sotto processo anche solo per i suoi rapporti personali con una stagista. Gli Italiani si girano dall’altro lato perché tanto delle cose personali di Berlusconi, ‘&lt;em&gt;un glie pò fregà de meno&lt;/em&gt;’, basta che i vetri rotti non ci siano, che le prostitute si prostituiscano senza farsi vedere e che non si esageri con questi diversi che nessuno ha mai chiamato a vivere in Italia, negri arroganti che credono di stare a casa loro, musulmani che ammazzano quotidianamente donne e bambini, Rom che rapiscono e stuprano di giorno e di notte, e tutte altre amenità del genere. “&lt;em&gt;I padroni siamo NOI e non LORO&lt;/em&gt;”, scriveva giorni fa qualcuno su un forum di Repubblica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi minoranza facciamo notare che l’emergenza sicurezza** è il principale risultato di quell’infinito spot pubblicitario necessario a giustificare il primo film, quello del decisionismo, quello che documenta un governo che vuole scegliere e fare senza consultare nessuno, procurando benefici duraturi solo a quelli del salotto buono. Ma gli Italiani rispondono in coro: impossibile! Solo gli ignoranti si fanno lavare la testa con qualche spot… E perché, un popolo che si fa convincere da tre sorrisi che bruciare la spazzatura è miglior rimedio che riutilizzarla è forse un popolo di cultura? Ma mi faccia il piacere, sentenziava Totò…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sensazione è veramente che questo continuo gridare “&lt;em&gt;Al lupo! Al lupo!&lt;/em&gt;” sia uno spettacolo montato ad arte per convincere il popolo bue che, come dice il nostro Presidente della Camera, il governo deve poter decidere. Su tutto e su tutti. Sui Rom e sui clandestini, sulle centrali nucleari e sugli inceneritori, sulla TAV e sulla base di Vicenza. Manganellate a chi protesta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che sia chiaro, questo gioco delle tre carte non l’ha inventato Berlusconi. Infatti anche prima del Berlusconi III il gioco della politica era straparlare di A per poi decidere su B, mettere sotto i riflettori uno specchietto per le allodole mentre al lume di una candelina si decidevano gli affari di Stato. Ma questo governo è riuscito a farne un metodo di lavoro sistematico e trasparente, le istituzioni contro il popolo, i privilegi contro il diritto, la pubblicità contro il ragionamento, il manganello contro la protesta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci vengono in mente le parole del defunto Craxi e il suo ruolo negli anni ’80. La corruzione politica e il finanziamento illecito esistevano prima del leader socialista ma fu lui a farli diventare sistema di governo, fulcro di potere, regola delle istituzioni.&lt;br /&gt;Altre volte già sono state distribuite manganellate ai dissenzienti e l’esercito è già andato per le strade, le maggioranze hanno approvato i decreti legge e le minoranze hanno protestato. Ma oggi tutto si svolge secondo il dettame del “&lt;em&gt;così dev’essere e così sarà&lt;/em&gt;”, al riparo di un carrozzone pubblicitario che ci trasforma il crimine in calo in emergenza sicurezza** e l’acqua in vino come nemmeno Cristo seppe fare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma l’Italiano medio gioisce perché vive alla ricerca di soluzioni, rimedi, risultati, purché rapidi e tangibili. Come arrivarci non conta, conta solo che i problemi diventino invisibili. Perché farci venire mal di testa a ragionare sul come risolvere? Basta scegliere chi saprà risolvere. Vince colui che sembra più affidabile, più rapido, più ottimista, più vincente. Vince Berlusconi il sorridente e la maggioranza degli Italiani si alza in piedi e applaude.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi minoranza, che vorremmo soluzioni strutturali, ragionate, magari lunghe da organizzare e realizzare ma definitive, siamo a disagio. Ci vediamo costruire intorno un Paese senza strada di ritorno in cui la mercificazione delle coste si sostituisce all’economia, gli sversatoi alla gestione dei rifiuti, le grandi opere al rilancio dell’economia, la riduzione delle tasse alla creazione di servizi, gli OGM al biologico, il precariato all’occupazione, gli specchietti per le allodole ai problemi. Un Paese in cui il fare si sostituisce al saper fare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto questo grazie a Berlusconi, sicuramente, ma con la complicità di gran parte del Parlamento, maggioranza e opposizione, e con la più potente complicità di gran parte del popolo italiano che indifferente continua a discutere dell’ultima nomination nel reality serale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi minoranza siamo a disagio perché il governo prende decisioni a beneficio di sé stesso e il popolo italiano non protesta ma approva, applaude e si volta indifferente. Lo stesso popolo potrebbe costringere nell’angolo il decisionismo disonesto e imporre a qualsiasi governo, anche al Berlusconi III, di perseguire strade ragionate e soluzioni efficaci e condivise.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Invece il popolo si concentra sulle scarpette di Ronaldinho e di Del Piero lasciando a Berlusconi la ricerca di soluzioni, quali che siano, e a noi minoranza questo profondo senso di disagio. Ma in fondo siamo noi che sbagliamo continuando a credere che il nemico risieda ad Arcore quando invece il vero nemico è l’indifferenza del giovane che si spara la centesima nomination o l’ultima giocata di Pinturicchio mentre il mondo intorno diventa ogni giorno peggiore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo sempre pensato che il nemico fosse altrove e invece è per strada, nell’androne del palazzo, al lavoro, in casa nostra. Il vero nemico non è colui che prende decisioni ma tutti coloro che gli permettono di farlo. Il vero nemico è chi non si indigna e non protesta. Il vero nemico è il popolo che non si oppone e il popolo è i miei amici, i miei colleghi, la mia famiglia, io stesso.&lt;br /&gt;Io, il mio nemico!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;**&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Provando ad applicare il metodo del ragionamento scientifico, demolitore di slogan pubblicitari, andiamo sul &lt;/span&gt;&lt;a href="http://giustiziaincifre.istat.it/Nemesis/jsp/dawinci.jsp?q=pl01-0010013000&amp;amp;an=2000&amp;amp;ig=1&amp;amp;ct=289&amp;amp;id=4A26A"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;sito dell’Istituto Nazionale di Statistica&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;.&lt;br /&gt;Anno 2000. Totale delitti: 2.563.100. Stranieri denunciati 64.479.&lt;br /&gt;Anno 2001. Totale delitti: 2.879.171. Stranieri denunciati 89.390.&lt;br /&gt;Anno 2002. Totale delitti: 2.842.224. Stranieri denunciati 102.675.&lt;br /&gt;Anno 2003. Totale delitti: 2.890.629. Stranieri denunciati 116.392.&lt;br /&gt;Anno 2004. Totale delitti: 2.968.594. Stranieri denunciati 117.118.&lt;br /&gt;Anno 2005. Totale delitti: 2.752.514. Stranieri denunciati 130.458.&lt;br /&gt;Se guardiamo bene le tavole dell’ISTAT ci accorgiamo che solo la quinta parte dei delitti vengono associati ad un delinquente. Ci accorgiamo anche che solo la quarta parte di questi delinquenti accertati è composta da stranieri. Laonde per cui gli altri sono italiani.&lt;br /&gt;Se guardiamo anche le &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.istat.it/dati/catalogo/20080528_00/volume/tavole.pdf"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;tavole relative al 2006&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; ci accorgiamo che la delinquenza totale è in calo. Sono in calo gli omicidi e i reati connessi al traffico di stupefacenti, aumentano enormemente le truffe e le frodi informatiche. Il numero di reati compiuto da stranieri è in aumento dal momento che, in percentuale, aumenta il numero di stranieri giunto, secondo l’ISTAT, alla cifra di 3 milioni di residenti regolari.&lt;br /&gt;Aumentano nel periodo considerato i piccoli delitti, i furti e le rapine, quelli che danno la percezione dell’insicurezza che non viene sicuramente dalle frodi informatiche o dalle scalate bancarie. Gli scippi, le rapine, le aggressioni, gli scassi e simili fanno paura più della bancarotta fraudolenta perché li viviamo in prima persona, in strada, sul lavoro, in casa nostra.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5707350289547263360-4054541981657488744?l=rssresistenza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rssresistenza.blogspot.com/feeds/4054541981657488744/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5707350289547263360&amp;postID=4054541981657488744' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5707350289547263360/posts/default/4054541981657488744'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5707350289547263360/posts/default/4054541981657488744'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rssresistenza.blogspot.com/2008/10/io-il-mio-nemico.html' title='Io, il mio nemico'/><author><name>Bippi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5707350289547263360.post-2604370297830049430</id><published>2008-10-05T19:26:00.000+02:00</published><updated>2008-10-05T19:27:33.330+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Editoriali'/><title type='text'>A cento passi da zu Raffaele</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;di Bruno Picozzi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È apparso pochi giorni fa su &lt;a href="http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/cronaca/figlia-assessore/ab/ab.html"&gt;Repubblica&lt;/a&gt;, un vero articolo di denuncia contro la corruzione che domina sovrana la politica di &lt;span style="color:#ff9900;"&gt;&lt;strong&gt;cosa&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;… sorry!… di &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff9900;"&gt;casa&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; nostra. Tutt’altro che il solito raccontino cerchiobottista condito di qualche sembra che, quel tizio afferma, quel tale denuncia, quell’altro dice che non è vero, che son tutte strumentalizzazioni, attacchi personali, e il signor Presidente dichiara, e l’illustrissimo Vescovo tuona dal pulpito, fino a concludere che tutti vissero felici e contenti abbuffandosi come maiali alla mensa dei potenti.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;!--sep--&gt;&lt;!--resto dell’articolo --&gt;E invece no, questa volta il Giornalista Attilio Bolzoni, che ringraziamo pubblicamente per averci messo la faccia, fa nomi e cognomi, cita episodi circostanziati, la sbatte in faccia a muso duro senza evitare con fine cortesia di dare pane al pane e vino al vino, come certi suoi colleghi sono usi a fare. Usi a evitare, ovviamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si parla di Raffaele Lombardo, ex democristiano, allievo dell’indagato e condannato per mafia deputato UDC Calogero Mannino, ex senatore ed ex ministro democristiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Raffaele Lombardo, pluri-indagato egli stesso e prescritto per reati contro la pubblica amministrazione, europarlamentare con lo stesso UDC, conosciutissimo fondatore e leader del Movimento per l'Autonomia (MpA), alleato di Bossi (???) e del Popolo della Libertà, sponsor indefesso del sempreverde Pierferdinando Casini, UDC appunto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Raffaele Lombardo, eletto presidente della provincia di Catania nel 2003 con il 64,9% delle preferenze. Nel novembre 2006 da una rilevazione de &lt;em&gt;Il Sole 24 ore&lt;/em&gt; è risultato il Presidente di Provincia con il più alto indice di gradimento dei cittadini in Italia. Risultato confermato da una ricerca eseguita da &lt;em&gt;Ekma Monitor&lt;/em&gt; nel dicembre 2007 su un campione nazionale di 180.000 intervistati, secondo cui Lombardo era primo nella classifica di presidenti di Province più apprezzati in Italia, con un gradimento pari al 63,1%.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Raffaele Lombardo, oggi Presidente della Regione Sicilia col 65% delle preferenze in sostituzione del famigerato Totò &lt;em&gt;‘vasa vasa’&lt;/em&gt; Cuffaro, UDC, quello condannato per favoreggiamento alla mafia e porto di cannoli abusivo. Il giorno stesso dell’insediamento di Lombardo a Palazzo d'Orleans, un utente della rete, utilizzando eMule, scopre casualmente una cartella informatica contenente una sorta di &lt;a href="http://www.corriere.it/cronache/08_aprile_30/lombarda_spunta_in_rete_il_libro_mastro_bf2d3036-1676-11dd-8b67-00144f02aabc.shtml"&gt;database delle richieste di raccomandazione&lt;/a&gt; inviate al nuovo Presidente e ai suoi collaboratori dell'MpA.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Raffaele Lombardo sta già oscurando la fama del suo predecessore Cuffaro, afferma il Giornalista Attilio Bolzoni. “È un arrembaggio. Più fratelli e cugini e più figli. E più nipoti e più compari. Non c'è più soltanto Palermo (dove Cuffaro ha il suo quartiere generale) ma c'è anche Catania (dove il boss dei boss è Lombardo).”&lt;br /&gt;Ancora Bolzoni: “Ogni assessore può avere 25 collaboratori fra segreteria particolare e segreteria tecnica, un terzo di loro arriva da fuori l'amministrazione. Così fan tutti. Pagando ciascuno degli 8 prescelti come dirigente 41.807 euro lordi più un'indennità di 7.747 euro e un'altra di 23.500. Come minimo, i fortunati che entrano in uno staff, portano a casa 70 mila euro. Gli uffici di gabinetto si trasformano in vere e proprie segreterie politiche.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E giù i nomi di alcuni tra i fortunati che si portano a casa le ricche prebende: Piero Cammarata, primogenito di Diego, sindaco di Palermo; Giovanni Antinoro che era l'autista di Cuffaro; Domenico Di Carlo, segretario del braccio destro di Cuffaro, tal Saverio Romano; Vito Raso, amico di Cuffaro; Gianni Borrelli, ex candidato UDC, amico di Cuffaro e dell’assessore Antinoro; una Misuraca (parlamentare di Forza Italia) e uno Scoma (assessore di Lombardo), un Davola (ex autista di Gianfranco Micciché) e un Mineo (figlio di un deputato regionale); Rosanna Schifani, sorella di Renato, Presidente del Senato della Repubblica; Viviana Buscaglia, cugina del Ministro di Grazia e Giustizia Angelino Alfano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A voler fare ironia verrebbe a mente Ombre Rosse e l’assalto alla diligenza. Ma forse più propriamente ci aggredisce il ricordo di zu Tano (Badalamenti) in quel magnifico film che è “I cento passi”, sulla vita e la morte del vero grande eroe Peppino Impastato, mica certi eroi stallieri che qualcuno pretende.&lt;br /&gt;Zu Tano in fondo è una brava persona, fa favori a tutti, aiuta gli amici e gli amici degli amici. Un prestito, un posto di lavoro, una commessa statale, una pensione, un finanziamento, e i maiali si ingrassano alla mensa dei potenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E zu Raffaele fa uguale, almeno secondo ciò che viene scritto: favori, posti di lavoro, pensioni, finanziamenti, un occhio di riguardo, una mano tesa, un aiuto a tutti coloro che ne hanno bisogno. Chi non andrebbe a votare uno così? Il 65% di preferenze nasce da questo, dalla disponibilità ad aiutare, dal rispetto per l’amicizia, dall’interessamento per questo o quel problema, dalle clientele e dai favori, dai contributi distribuiti a pioggia tra gli amici degli amici. Vasamo le mani Zu Raffae’!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che c’è di male?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In fondo così fan tutti… Alzi la mano chi non ha mai cercato un favore o un aiuto per saltare una fila, ottenere un documento, vedere riconosciuto un proprio diritto. Ecco la parola magica: diritto.&lt;br /&gt;In uno stato di diritto, quel tipo di stato che i recenti governi hanno sempre magnificato a parole e mortificato nei fatti, la legge stabilisce chi ha diritto e chi no, facendo distinzione solo su base di merito e non di favore o conoscenza. Ma nello stato di eccezione, quello cui l’Italiano medio è oggi assuefatto, il legame personale con chi può, il potente, fa tutta la differenza del mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mafia, affinché sia chiaro l’argomento, null’altro è che una possibile organizzazione dello Stato dove l’essere compare, amico, fratello o cugino è tutto ciò che conta. Quello proposto dalla mafia è uno stato di eccezione in cui l’essere famiglia è l’unica vera discriminante del diritto. La mafia gestisce la società su base clanica, un capofamiglia con tutta la sua famiglia e il suo intorno di amici e portaborse contrapposto ad un’altra famiglia dove un altro capofamiglia gestisce un altro intorno di parenti, amici e portaborse.&lt;br /&gt;Il capofamiglia che acquisisce il potere di distribuire appalti, ad esempio, li distribuisce nel proprio clan, tra quei parenti, amici e portaborse che lo riconoscono come capo e gli baciano le mani. L’altro capofamiglia acquisisce il potere di distribuire licenze commerciali e le distribuisce nel suo clan, tra i suoi parenti, i suoi amici e i suoi portaborse. E così via all’infinito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo stato di diritto dà la licenza a chi ne è meritevole su base normativa, lo stato di eccezione la dà a chi è meritevole sul piano personale essendo compare, amico o amico dell’amico. Da sottolineare che di solito chi meriterebbe per legge non è l’amico dell’amico…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per l’affermazione dello stato di diritto è morto Peppino Impastato che combatteva con piccoli mezzi e pochi amici lo sconfinato potere clanico di Tano Badalamenti, boss potente dalla modesta Cinisi fino in America. Per l’affermazione dello stato di diritto sono morti Falcone e Borsellino che attraverso la legge cercarono di spezzare il legame clanico che legava e lega le famiglie mafiose a certi compari e a certi amici di amici seduti su quelle poltrone da cui si muovono le leve di comando, fin dentro al parlamento di Roma e, secondo alcuni, fin dentro al governo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi veri eroi e tanti altri come loro si sono battuti affinché lo Stato distribuisse ciò che è da distribuire ai meritevoli per legge: un posto di lavoro, una pensione, un appalto milionario, un incarico professionale, una parte da attrice nel polpettone televisivo, un posto da assessore o da segretario, una proprietà, una laurea, una vittoria, un risultato. In Sicilia queste cose da sempre si danno a chi merita per conoscenza personale, a chi ha baciato la mano giusta, a chi è parte della famiglia, all’amico dell’amico. La chiamano mafia, e se si contravviene a questa legge non scritta non si va in galera, si muore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lombardo oggi, Cuffaro prima di lui, Mannino prima di Cuffaro e tanti altri ancora insieme a costoro hanno imparato il sistema mafioso e l’hanno portato nello stato, nell’organizzazione della regione Sicilia a statuto speciale, istituzionalizzando metodi antichi di cui tutti nella società siciliana conoscono il funzionamento. Abolito di fatto lo stato di diritto, introdotto di fatto lo stato di eccezione, venghino signori e signore a chiedere favori e a domandare prebende e sarete accontentati, tanto pagano Roma e l’Europa. E le preferenze in sede di elezioni aumentano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo stesso sistema, per quanto ne sappiamo, vige da sempre in Campania, dove uomini di stato come Gava, De Mita, Mancino, Cirino Pomicino, Vito e Scotti, solo per fare pochi nomi, hanno lavorato per anni alla stessa maniera di Lombardo, saccheggiando la Cassa per il Mezzogiorno, i finanziamenti straordinari del dopo-terremoto, i contributi comunitari, spartendo torte e distribuendo privilegi e posti di lavoro in cambio di centinaia di migliaia di voti. Non è ancora provato che Re Bassolino abbia fatto altrettanto ma la gente parla, e se ne dicono di cose…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Puglia, Calabria e Basilicata ugualmente nulla invidiano alla terra siciliana in quanto a spartizioni, prepotenze, nepotismi e favoritismi. Chi vi abita ci darà ragione.&lt;br /&gt;Le chiamano mafie e le combattono con la legge, con quel diritto che dovrebbe essere alla base dell’idea di stato. Le combattono senza successo perché lo Stato, come detto, non vende una laurea, la conferisce a chi ne è meritevole. La mafia la concede a chi sa baciare le mani, attività di gran lunga più semplice che studiare anni per meritarsela.&lt;br /&gt;Possiamo con ovvietà affermare che in un libero mercato l’offerta mafiosa è di gran lunga più conveniente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma l’errore è fermare il pensiero e i ricordi alle mafie meridionali e non guardare con occhio attento quel che succede a Roma, dove il nepotismo sembra sia stato inventato, il clientelismo ha sempre avuto casa e il diritto, che pure vi è nato, è sempre stato un’opinione di qualcuno contrapposta all’andazzo generale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roma è per antonomasia il luogo dove la conoscenza della persona giusta è sempre stata la porta aperta su qualsiasi strada. Lo abbiamo sempre saputo e affermato, ma un po’ sottovoce perché, in fondo, era leggermente illegale. Anche Alberto Sordi abbassava la voce quando nei panni del ‘borghese piccolo piccolo’, funzionario arrogante e spaccone, doveva chiedere al superiore un’attenzione per il suo figliolo un po’ babbeo. Erano altri tempi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E chi se lo aspettava che sarebbero stati gli Italiani del nord, i Milanesi laboriosi, i durissimi Padani, i Brambilla e i Meneghin, con quelle facce quasi alpine e scavate da tanta operosità, a venire giù e insegnarci come fare della clientela la regola dello stato?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cuffaro e Lombardo non sono mine vaganti nell’oceano trasparente della correttezza politica. Essi sono carte vincenti nel mare dell’ordinarietà, dove per navigare basta essere un po’ spregiudicati e le preferenze fioccano.&lt;br /&gt;E per capire quali porti sono il giusto approdo per certi personaggi dalla lingua facile e dalla mano lesta, che della famiglia mafiosa fanno virtù e dello stato di diritto fanno scempio, basta leggere un poco di cronache parlamentari e tirare somme facili, tipo 2+2.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi spinge per la realizzazione di grandi opere costosissime alle quali esistono validissime soluzioni alternative?&lt;br /&gt;Chi vota per depenalizzare i reati finanziari e contro la pubblica amministrazione?&lt;br /&gt;Chi lavora contro il funzionamento della macchina giudiziaria e si rallegra delle prescrizioni che non sono assoluzioni?&lt;br /&gt;Chi giustifica le proprie telefonate di raccomandazione, una volta divenute pubbliche, come atti di normale amministrazione?&lt;br /&gt;Chi alle ultime elezioni candidò amici degli amici quali Speciale, De Gregorio e Ciarrapico?&lt;br /&gt;Chi alle prossime elezioni europee vuole eliminare le preferenze per far eleggere dal popolo bue altri Speciale, altri De Gregorio e altri Ciarrapico?&lt;br /&gt;Chi, grazie a fior di clientele e alla sua spregiudicatezza, può vantare un gradimento politico intorno al 60%?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il metodo mafioso è stato istituzionalizzato e normalizzato grazie alla spregiudicatezza politica di certi personaggi provenienti da oltrepo, appoggiati con forza da tutti coloro che si riconoscono nel centro politico, a partire da certi settori di AN e Lega per finire ben oltre la Margherita o quel che ne resta. Ciò che la balena bianca di Gava e Andreotti non poté, poté questa nuova generazione di balenotteri colorati. Come risultato, le preferenze fioccano, il gradimento sale e l’Italia affonda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sinistra moderata, quella pseudo-socialdemocrazia del terzo millennio, insomma tutta quella roba che si suppone cammini dietro Veltroni e che di sinistra ha veramente poco, si sta adeguando con malcelata ipocrisia all’andazzo corrente, accettando senza batter ciglio che l’Italiano medio abbia la possibilità di poter ottenere un risultato avendo baciato una mano o anche due.&lt;br /&gt;A destra, a sinistra e alla base, là dove osano i sindacati, in generale è un voltar la faccia e non guardare perché chi è senza peccato scagli la prima pietra.&lt;br /&gt;Nel frattempo l’Italia che stenta dobbiamo tirarla avanti come un’auto malandata: a spinta, anzi, a spintarelle. Così è se vi pare, e la lotta da oggi sarà non più contro la corruzione ma contro chi la corruzione non la vuole. Di Pietro e i movimenti siano avvertiti. Non più all’abuso si cercherà di sostituire la norma ma alla norma si sostituirà l’abuso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al braccio teso di qualche nostalgico che ancora confonde la lana con la seta (ammesso che una seta ci sia) e al pugno chiuso di tutti quegli orfani che non sanno rassegnarsi alla morte politica del marxismo, i balenotteri del Popolo e di quell’altro popolo opporranno il braccio piegato a mo’ di ombrello. Sarà questo infine il gesto ultimo che ci si rivolgerà dalle piazze, tra lo sventolio di bandiere bianche, rosse, nere e azzurre, chiamandoci a raccolta per osannare l’agitarsi di nuove mani da baciare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti ci appresteremo a imparare che la stagione dei Lombardo e dei Cuffaro segnò la svolta nella storia d’Italia verso una politica finalmente chiara nei suoi obiettivi e finalmente libera da volgari strumentalizzazioni. E ci appresteremo ansanti a cercare il nome del più vicino zu Raffaele che vive a soli cento passi da noi, che felici visiteremo per onorare e rispettare come un padre. L’offerta della sua mano da baciare sarà il cambiamento che arriva nella nostra vita e da quel momento tutto sarà possibile. Anche noi, pecorelle smarrite e ritrovate, potremo finalmente abbuffarci alla mensa dei potenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse memore di una grande stagione di satira, la nuova dirigenza del Paese diffonderà lo slogan che finalmente rappresenterà i nostri bisogni ed il nostro credo di Italiani. A voce alta: “&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff9900;"&gt;Cchiù pilu pi tutti!!&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;”&lt;br /&gt;E il programma politico di questa nuova santa alleanza per il bene della nazione sarà infine chiaro a tutti coloro che avranno orecchie per intendere: “&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff9900;"&gt;Mi voti? Avrai un lavoro e una casa. Non mi voti? Ntû culu a ttia e a tutta ‘a famiggja!&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5707350289547263360-2604370297830049430?l=rssresistenza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rssresistenza.blogspot.com/feeds/2604370297830049430/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5707350289547263360&amp;postID=2604370297830049430' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5707350289547263360/posts/default/2604370297830049430'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5707350289547263360/posts/default/2604370297830049430'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rssresistenza.blogspot.com/2008/10/cento-passi-da-zu-raffaele.html' title='A cento passi da zu Raffaele'/><author><name>Bippi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5707350289547263360.post-5289633218071108520</id><published>2008-10-05T19:19:00.004+02:00</published><updated>2008-10-05T19:26:28.772+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Editoriali'/><title type='text'>Clandestinità</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;di Giuseppe Faso&lt;br /&gt;su &lt;a href="http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idc=0&amp;idart=12348"&gt;PeaceReporter&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando si passa dalle ipocrisie giustificate dalle convenienze sociali al linguaggio diretto,qualcosa si guadagna (in chiarezza) e altro si perde (in contegno, come lo intendeva Goffman).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si osservi l'evoluzione dell'uso di "clandestino". Pochi mesi fa, con ipocrisia, i governantiparlavano di "lotta alla clandestinità" – e conducevano una lotta, non sempre blanda, contro singole persone chiamate "clandestini"; oggi si proclama direttamente la "lotta al clandestino", da quella istituzionale (il "clandestino" come reo) a quella socio-criminale (l'aggressione per strada, il pogrom), tra loro unite profondamente e separate in superficie da pochi anelli di una catena: il razzismo eretto a sistema.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;!--sep--&gt;&lt;!--resto dell’articolo --&gt;Chi si oppone debolmente, sembra destinato non solo a debacles e ritirate locali, ma a una sconfitta epocale. Uno dei motivi principali sembra risiedere nella scelta di opporsi alla "clandestinità come reato", ripetendo, dell'avversario, una categorizzazione e così confermandola. Perché non ci si oppone, come in Francia o in Spagna, alla "mancanza di documenti come reato"? Sans-papiers, sin-papeles: perché "clandestini"?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'analisi che qui si conduce sulle quotidiane parole che escludono non vive a stampa. Conduco esercizi di spiazzamento, semplici e spesso efficaci. Chiedo alle persone di cercare di ricordare cosa dicevano, sei anni fa, invece che "badante", quindici anni fa, invece che "etnico", vent'anni fa,invece che "culturale". Sfogliamo insieme giornali di allora, consultiamo banchedati. Spesso la prima reazione è paranoica, poco plausibile ("ho sempre detto così"), e la resistenza alle successive evidenze patetica - segno di un peggioramento del clima civile, dovuto soprattutto a chi, avendo accesso ai media, da intellettuale o politico inquina quotidianamente il linguaggio del senso comune. Talora invece l'onestà intellettuale dell'interlocutore produce in lui vere sofferenze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così è accaduto a un ex-sindaco, sul termine "clandestino". Gli ho chiesto come li pensava, lui, i senza documenti, quando nel '90 o nel '95 li aiutava nella ricerca delle "prove" della loro presenza, per potersi regolarizzare; o quando, nell'ottobre dell'89, la giunta da lui presieduta concedeva un piccolo contributo a un pullman di sans-papieres in partenza per la manifestazione nazionale antirazzista (e per l'apertura di una sanatoria) dopo l'uccisione di Jerry Masslo. La coscienza esatta del linguaggio di allora ("li chiamavamo immigrati, semplicemente") e della diffusione successiva del termine "clandestino" lo ha sbigottito. Balbettava. Anche perché ha misurato il cambiamento avvenuto dentro di sé: "se dico clandestino indico qualcuno che ha fatto qualcosa di male". Clam-die-stinus, infatti, significa "che si nasconde di giorno". Per due motivi: o perché agisce contro precisi decreti (come attestato fin prima del 1600 in Bernardo Davanzati) oppure perché si è imbarcato di nascosto in una nave o in un aereo, come indicava un dizionario già nel 1950. Più tardi, un bel romanzo di Mario Tobino ci ricordò che "clandestino" era anche il gruppo di antifascisti viareggini che presero le armi contro i tedeschi (rischiando la vita contro precisi decreti).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Raffigurare in questo modo chi è senza documenti è malvagio, e copre la volontà perversa a costringerlo a star nascosto, nei cantieri, nelle cucine dei ristoranti, nelle case di chi ha anziani da assistere. Nascosto, impaurito, ricattabile. Senza carte e senza diritti. Per lottare contro un'ulteriore ferita alla dignità delle istituzioni e della società, bisogna chiedere il riconoscimento immediato dei diritti, la "concessione" delle carte, e ricordare che la loro mancanza (un'infrazione amministrativa) è dovuta alla miopia di uno stato le cui classi dirigenti poi si meravigliano di criminali raid razzisti (ma non li perseguono, come a Ponticelli). Ma è urgente anche, e prima, una campagna che metta al bando la parola "clandestino". Per fare chiarezza: chi continuerà a usarla sarà per lo meno un pusillanime.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5707350289547263360-5289633218071108520?l=rssresistenza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rssresistenza.blogspot.com/feeds/5289633218071108520/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5707350289547263360&amp;postID=5289633218071108520' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5707350289547263360/posts/default/5289633218071108520'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5707350289547263360/posts/default/5289633218071108520'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rssresistenza.blogspot.com/2008/10/clandestinit.html' title='Clandestinità'/><author><name>Bippi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5707350289547263360.post-721452710993521048</id><published>2008-10-05T19:01:00.006+02:00</published><updated>2008-10-05T19:11:45.121+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Editoriali'/><title type='text'>L’Italia è un paese razzista?</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;di Jean-Léonard Touadi&lt;br /&gt;su &lt;a href="http://www.articolo21.info/7460/notizia/litalia-e-un-paese-razzista.html"&gt;Articolo 21 Liberi di&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è una domanda che campeggia su tutti i mezzi di informazione: “l’Italia è un paese razzista?”. La questione sembra sorgere spontanea di fronte ad una catena impressionante di episodi, quelli di cui siamo a conoscenza e quelli che invece passano sotto silenzio, in grado di scuotere l’opinione pubblica. Chiederci se siamo un Paese razzista si rivela, però, un esercizio retorico inutile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per tanto tempo, infatti, ci siamo cullati nell’idea che gli italiani fossero “brava gente”. Che il Belpaese non potesse essere un bel paese razzista, come se questa condizione dipendesse da un codice &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;!--sep--&gt;&lt;!--resto dell’articolo --&gt;genetico collettivo -&lt;em&gt;hai il gene del razzismo o non ce l’hai?&lt;/em&gt;- che non tiene conto di altri fattori. L’ascesa di sentimenti xenofobi o razzisti, invece, è frutto di processi sociali e di sviluppi politici contingenti che nel corso degli anni hanno portato il paese a reagire di fronte al diverso, allo xenos, trasformandolo in barbaros. Non si tratta dunque di una degenerazione spontanea, ma di una ‘fecondazione assistita’, nella quale forze politiche e culturali intervengono, spesso in modo davvero scientifico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel manipolare la parola ‘razzismo’ bisogna prestare sempre molta attenzione. Essa rimanda infatti a fasi storiche che il nostro continente, l’Europa, ha attraversato nei decenni passati, a volte restandone segnata e sfigurata. Qual è il percorso che abbiamo seguito per arrivare al punto attuale, e in base a questo, quale lettura delle prospettive future ci è consentito di fare? Ripercorrendo a ritroso la nostra storia, ci accorgiamo che il clima che stiamo respirando è quello che ha posto lo straniero, il diverso, nella condizione di essere il bersaglio privilegiato di una rabbia che dovrebbe invece trovare altrove i suoi sfoghi, come le sue responsabilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vediamo insieme il sentiero. All’inizio degli anni ’80, il nostro paese si scopre per la prima volta terra di immigrazione, dopo essere stato per molto tempo paese di emigranti. Il mutamento è di quelli rivoluzionari: abituati ad andare fuori dai propri confini, e anche a subire le forme di razzismo da parte degli ‘indigeni’ dei paesi che di accoglienza (non c’è pregiudizio né insulto che oggi rivolgiamo nei confronti degli immigrati che non ci sia stato rivolto a noi, come dimostra l’ottimo libro l’Orda, di Gian Antonio Stella), gli italiani hanno dovuto cambiare radicalmente il loro punto di osservazione. Ma non esistevano mezzi culturali né politici per leggere il fenomeno e dargli un senso, quindi la politica e la società hanno chiesto agli immigrati un po’ di pazienza per elaborare le risposte alla loro presenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei primi anni ’90, con gli sbarchi degli Albanesi in Puglia e le immagini ai tg dei barconi stracarichi di un’umanità esasperata e in cerca di fortuna, viene a svilupparsi nella coscienza dei cittadini –non casualmente- questa ‘sindrome da invasione’. L’Italia si sente circondata, invasa. Incomincia a coltivare reazioni di autodifesa. Questa emigrazione di massa dal piccolo Stato affacciato sull’Adriatico coincide con la discesa in campo di alcune forze politiche, come la Lega, che fanno della lotta allo straniero il loro cavallo di battaglia. La rottura delle barriere linguistiche e semantiche, l’esibizione di un armamentario simbolico apertamente xenofobo danno al processo politico e sociale un carattere di irreversibilità. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’interessante osservare come in Francia un movimento simile si manifesta con Le Pen, ma la società francese riesce a creare intorno a quest’uomo e alle sue proposte una sorta di ‘cordone democratico’. Da noi, invece, accade l’esatto contrario: il movimento acquista credito, e riesce ad arrivare ai vertici della rappresentanza politica, in Parlamento come al governo o in Europa, senza che gli sia chiesta una rinuncia alle armi ideologiche e simboliche con cui vincono le elezioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seconda tappa di questa ondata di xenofobia va collocata dopo gli attacchi alle torri gemelle nel settembre 2001. E’ il periodo della stigmatizzazione degli immigrati, ma soprattutto di coloro che hanno origini e religione islamica. Si va amalgamando, in maniera, neanche tanto velata, il fenomeno dell’ immigrazione con il pericolo dell’integralismo. Musulmano uguale fondamentalista è il sillogismo più in voga. Da quel momento il Paese vive il passaggio dalla sindrome da invasione ad una sindrome ancor più pericolosa, che è quella della minaccia all’identità. Il riflesso identitario di chiusura autarchica trova il suo culmine con la teoria di una sorta di selettività etnica all’ingresso degli immigrati, volta a favorire i bianchi cristiani dell’europa orientale rispetto a questi ‘pericolosi’ nordafricani o mediorientali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo oggi alla terza fase, una fase di razzismo più acuto perchè non riesce a riconoscersi come tale. Esso continua nella tecnica dell’occultamento di sé stesso, di fronte ad un dilagare di episodi e di atteggiamenti che segnalano lo stato di un paese che sta coltivando e mettendo in pratica chiari atteggiamenti xenofobi. E sullo sfondo di crisi economica e sociale, condita da disordini sociali e paure metropolitane, il ruolo fondamentale l’ha giocato l’imprenditoria della paura, quel sistema di capitalizzazione del timore collettivo che della minaccia percepita dai cittadini per il proprio benessere e la propria identità ha fatto la propria fortuna politica. E ha costruito il razzismo 2.0.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La società è davvero cambiata: l’Italia non solo ha raggiunto le mete dei paesi europei, ovvero il 5 per cento di incidenza degli immigrati della popolazione locale (con punte del 10% a Roma e Milano), ma si trova in una fase acuta dell’immigrazione. L’alibi di pensare che il fenomeno sia nuovo non regge: molti immigrati si sono stabiliti, lavorano in questo paese, pagano le tasse, i loro figli cresceranno nel nostro paese. Quelle risposte lasciate in sospeso nella prima fase, e che sono arrivate in quantità infinitesimale e ad intermittenza in base alla contingenza del momento, ora vanno date, perché a chiederle sono le seconde generazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quali risposte dare, dunque? E a quale porta bussare, per trovare una soluzione al dilagare degli episodi di xenofobia? Di certo non a quella di una maggioranza che continua a mostrare i muscoli, dimostrando una totale incapacità intellettuale prima ancora che politica di reagire al fenomeno in termini di programmazione e di prospettiva. Alcune forze politiche ricordano gli apprendisti stregoni, principianti della magia che hanno invocato forze malefiche ed ora non sono più in grado di padroneggiarle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò che possiamo fare, in primis, è riconoscere l’esistenza del problema, ammettere che la società sta pericolosamente navigando sulla china del razzismo. Poi occorre prendere atto che l’immigrazione è un fatto reale, una presenza di cui la nostra economia, come quella globale, ha bisogno. Il terzo passo è poi quello di cambiare il proprio registro culturale e politico e avviare senza più ritardi delle politiche a livello locale, che non si esimano dal pagare il costo dell’integrazione, perché esso è un investimento culturale. Quarto punto, investire sulla scuola. Essa deve configurarsi come una palestra di convivenza dove i bambini, i rggazzi, possano imparare a creare la nuova cittadinanza. E’ un vero peccato che le recenti proposte di riforma sembrano marciare nella direzione ostinata e contraria. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dulcis in fundo: i diritti. Essi costituiscono lo zoccolo duro su cui costruire un futuro di convivenza. Con essi, si ha serenità sociale e sicurezza. Senza di essi, si entra in una spirale di deficit collettivo e contagioso: oggi sono gli immigrati e i nomadi, domani saranno i poveri e gli emarginati italiani. I diritti non possono essere negati in nome del passaporto e del colore della pelle, perchè questa negazione finisce per indebolire lo spazio della democrazia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5707350289547263360-721452710993521048?l=rssresistenza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rssresistenza.blogspot.com/feeds/721452710993521048/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5707350289547263360&amp;postID=721452710993521048' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5707350289547263360/posts/default/721452710993521048'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5707350289547263360/posts/default/721452710993521048'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rssresistenza.blogspot.com/2008/10/litalia-un-paese-razzista.html' title='L’Italia è un paese razzista?'/><author><name>Bippi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5707350289547263360.post-3546433403282142000</id><published>2008-09-29T09:15:00.018+02:00</published><updated>2008-09-29T09:37:40.304+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Editoriali'/><title type='text'>A cento passi da zu Raffaele</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;di Bruno Picozzi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È apparso pochi giorni fa su &lt;a href="http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/cronaca/figlia-assessore/ab/ab.html"&gt;Repubblica&lt;/a&gt;, un vero articolo di denuncia contro la corruzione che domina sovrana la politica di &lt;span style="color:#ff9900;"&gt;&lt;strong&gt;cosa&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;… sorry!… di &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff9900;"&gt;casa&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; nostra. Tutt’altro che il solito raccontino cerchiobottista condito di qualche sembra che, quel tizio afferma, quel tale denuncia, quell’altro dice che non è vero, che son tutte strumentalizzazioni, attacchi personali, e il signor Presidente dichiara, e l’illustrissimo Vescovo tuona dal pulpito, fino a concludere che tutti vissero felici e contenti abbuffandosi come maiali alla mensa dei potenti.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;!--sep--&gt;&lt;!--resto dell’articolo --&gt;E invece no, questa volta il Giornalista Attilio Bolzoni, che ringraziamo pubblicamente per averci messo la faccia, fa nomi e cognomi, cita episodi circostanziati, la sbatte in faccia a muso duro senza evitare con fine cortesia di dare pane al pane e vino al vino, come certi suoi colleghi sono usi a fare. Usi a evitare, ovviamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si parla di Raffaele Lombardo, ex democristiano, allievo dell’indagato e condannato per mafia deputato UDC Calogero Mannino, ex senatore ed ex ministro democristiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Raffaele Lombardo, pluri-indagato egli stesso e prescritto per reati contro la pubblica amministrazione, europarlamentare con lo stesso UDC, conosciutissimo fondatore e leader del Movimento per l'Autonomia (MpA), alleato di Bossi (???) e del Popolo della Libertà, sponsor indefesso del sempreverde Pierferdinando Casini, UDC appunto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Raffaele Lombardo, eletto presidente della provincia di Catania nel 2003 con il 64,9% delle preferenze. Nel novembre 2006 da una rilevazione de &lt;em&gt;Il Sole 24 ore&lt;/em&gt; è risultato il Presidente di Provincia con il più alto indice di gradimento dei cittadini in Italia. Risultato confermato da una ricerca eseguita da &lt;em&gt;Ekma Monitor&lt;/em&gt; nel dicembre 2007 su un campione nazionale di 180.000 intervistati, secondo cui Lombardo era primo nella classifica di presidenti di Province più apprezzati in Italia, con un gradimento pari al 63,1%.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Raffaele Lombardo, oggi Presidente della Regione Sicilia col 65% delle preferenze in sostituzione del famigerato Totò &lt;em&gt;‘vasa vasa’&lt;/em&gt; Cuffaro, UDC, quello condannato per favoreggiamento alla mafia e porto di cannoli abusivo. Il giorno stesso dell’insediamento di Lombardo a Palazzo d'Orleans, un utente della rete, utilizzando eMule, scopre casualmente una cartella informatica contenente una sorta di &lt;a href="http://www.corriere.it/cronache/08_aprile_30/lombarda_spunta_in_rete_il_libro_mastro_bf2d3036-1676-11dd-8b67-00144f02aabc.shtml"&gt;database delle richieste di raccomandazione&lt;/a&gt; inviate al nuovo Presidente e ai suoi collaboratori dell'MpA.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Raffaele Lombardo sta già oscurando la fama del suo predecessore Cuffaro, afferma il Giornalista Attilio Bolzoni. “È un arrembaggio. Più fratelli e cugini e più figli. E più nipoti e più compari. Non c'è più soltanto Palermo (dove Cuffaro ha il suo quartiere generale) ma c'è anche Catania (dove il boss dei boss è Lombardo).”&lt;br /&gt;Ancora Bolzoni: “Ogni assessore può avere 25 collaboratori fra segreteria particolare e segreteria tecnica, un terzo di loro arriva da fuori l'amministrazione. Così fan tutti. Pagando ciascuno degli 8 prescelti come dirigente 41.807 euro lordi più un'indennità di 7.747 euro e un'altra di 23.500. Come minimo, i fortunati che entrano in uno staff, portano a casa 70 mila euro. Gli uffici di gabinetto si trasformano in vere e proprie segreterie politiche.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E giù i nomi di alcuni tra i fortunati che si portano a casa le ricche prebende: Piero Cammarata, primogenito di Diego, sindaco di Palermo; Giovanni Antinoro che era l'autista di Cuffaro; Domenico Di Carlo, segretario del braccio destro di Cuffaro, tal Saverio Romano; Vito Raso, amico di Cuffaro; Gianni Borrelli, ex candidato UDC, amico di Cuffaro e dell’assessore Antinoro; una Misuraca (parlamentare di Forza Italia) e uno Scoma (assessore di Lombardo), un Davola (ex autista di Gianfranco Micciché) e un Mineo (figlio di un deputato regionale); Rosanna Schifani, sorella di Renato, Presidente del Senato della Repubblica; Viviana Buscaglia, cugina del Ministro di Grazia e Giustizia Angelino Alfano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A voler fare ironia verrebbe a mente Ombre Rosse e l’assalto alla diligenza. Ma forse più propriamente ci aggredisce il ricordo di zu Tano (Badalamenti) in quel magnifico film che è “I cento passi”, sulla vita e la morte del vero grande eroe Peppino Impastato, mica certi eroi stallieri che qualcuno pretende.&lt;br /&gt;Zu Tano in fondo è una brava persona, fa favori a tutti, aiuta gli amici e gli amici degli amici. Un prestito, un posto di lavoro, una commessa statale, una pensione, un finanziamento, e i maiali si ingrassano alla mensa dei potenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E zu Raffaele fa uguale, almeno secondo ciò che viene scritto: favori, posti di lavoro, pensioni, finanziamenti, un occhio di riguardo, una mano tesa, un aiuto a tutti coloro che ne hanno bisogno. Chi non andrebbe a votare uno così? Il 65% di preferenze nasce da questo, dalla disponibilità ad aiutare, dal rispetto per l’amicizia, dall’interessamento per questo o quel problema, dalle clientele e dai favori, dai contributi distribuiti a pioggia tra gli amici degli amici. Vasamo le mani Zu Raffae’!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che c’è di male?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In fondo così fan tutti… Alzi la mano chi non ha mai cercato un favore o un aiuto per saltare una fila, ottenere un documento, vedere riconosciuto un proprio diritto. Ecco la parola magica: diritto.&lt;br /&gt;In uno stato di diritto, quel tipo di stato che i recenti governi hanno sempre magnificato a parole e mortificato nei fatti, la legge stabilisce chi ha diritto e chi no, facendo distinzione solo su base di merito e non di favore o conoscenza. Ma nello stato di eccezione, quello cui l’Italiano medio è oggi assuefatto, il legame personale con chi può, il potente, fa tutta la differenza del mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mafia, affinché sia chiaro l’argomento, null’altro è che una possibile organizzazione dello Stato dove l’essere compare, amico, fratello o cugino è tutto ciò che conta. Quello proposto dalla mafia è uno stato di eccezione in cui l’essere famiglia è l’unica vera discriminante del diritto. La mafia gestisce la società su base clanica, un capofamiglia con tutta la sua famiglia e il suo intorno di amici e portaborse contrapposto ad un’altra famiglia dove un altro capofamiglia gestisce un altro intorno di parenti, amici e portaborse.&lt;br /&gt;Il capofamiglia che acquisisce il potere di distribuire appalti, ad esempio, li distribuisce nel proprio clan, tra quei parenti, amici e portaborse che lo riconoscono come capo e gli baciano le mani. L’altro capofamiglia acquisisce il potere di distribuire licenze commerciali e le distribuisce nel suo clan, tra i suoi parenti, i suoi amici e i suoi portaborse. E così via all’infinito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo stato di diritto dà la licenza a chi ne è meritevole su base normativa, lo stato di eccezione la dà a chi è meritevole sul piano personale essendo compare, amico o amico dell’amico. Da sottolineare che di solito chi meriterebbe per legge non è l’amico dell’amico…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per l’affermazione dello stato di diritto è morto Peppino Impastato che combatteva con piccoli mezzi e pochi amici lo sconfinato potere clanico di Tano Badalamenti, boss potente dalla modesta Cinisi fino in America. Per l’affermazione dello stato di diritto sono morti Falcone e Borsellino che attraverso la legge cercarono di spezzare il legame clanico che legava e lega le famiglie mafiose a certi compari e a certi amici di amici seduti su quelle poltrone da cui si muovono le leve di comando, fin dentro al parlamento di Roma e, secondo alcuni, fin dentro al governo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi veri eroi e tanti altri come loro si sono battuti affinché lo Stato distribuisse ciò che è da distribuire ai meritevoli per legge: un posto di lavoro, una pensione, un appalto milionario, un incarico professionale, una parte da attrice nel polpettone televisivo, un posto da assessore o da segretario, una proprietà, una laurea, una vittoria, un risultato. In Sicilia queste cose da sempre si danno a chi merita per conoscenza personale, a chi ha baciato la mano giusta, a chi è parte della famiglia, all’amico dell’amico. La chiamano mafia, e se si contravviene a questa legge non scritta non si va in galera, si muore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lombardo oggi, Cuffaro prima di lui, Mannino prima di Cuffaro e tanti altri ancora insieme a costoro hanno imparato il sistema mafioso e l’hanno portato nello stato, nell’organizzazione della regione Sicilia a statuto speciale, istituzionalizzando metodi antichi di cui tutti nella società siciliana conoscono il funzionamento. Abolito di fatto lo stato di diritto, introdotto di fatto lo stato di eccezione, venghino signori e signore a chiedere favori e a domandare prebende e sarete accontentati, tanto pagano Roma e l’Europa. E le preferenze in sede di elezioni aumentano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo stesso sistema, per quanto ne sappiamo, vige da sempre in Campania, dove uomini di stato come Gava, De Mita, Mancino, Cirino Pomicino, Vito e Scotti, solo per fare pochi nomi, hanno lavorato per anni alla stessa maniera di Lombardo, saccheggiando la Cassa per il Mezzogiorno, i finanziamenti straordinari del dopo-terremoto, i contributi comunitari, spartendo torte e distribuendo privilegi e posti di lavoro in cambio di centinaia di migliaia di voti. Non è ancora provato che Re Bassolino abbia fatto altrettanto ma la gente parla, e se ne dicono di cose…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Puglia, Calabria e Basilicata ugualmente nulla invidiano alla terra siciliana in quanto a spartizioni, prepotenze, nepotismi e favoritismi. Chi vi abita ci darà ragione.&lt;br /&gt;Le chiamano mafie e le combattono con la legge, con quel diritto che dovrebbe essere alla base dell’idea di stato. Le combattono senza successo perché lo Stato, come detto, non vende una laurea, la conferisce a chi ne è meritevole. La mafia la concede a chi sa baciare le mani, attività di gran lunga più semplice che studiare anni per meritarsela.&lt;br /&gt;Possiamo con ovvietà affermare che in un libero mercato l’offerta mafiosa è di gran lunga più conveniente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma l’errore è fermare il pensiero e i ricordi alle mafie meridionali e non guardare con occhio attento quel che succede a Roma, dove il nepotismo sembra sia stato inventato, il clientelismo ha sempre avuto casa e il diritto, che pure vi è nato, è sempre stato un’opinione di qualcuno contrapposta all’andazzo generale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roma è per antonomasia il luogo dove la conoscenza della persona giusta è sempre stata la porta aperta su qualsiasi strada. Lo abbiamo sempre saputo e affermato, ma un po’ sottovoce perché, in fondo, era leggermente illegale. Anche Alberto Sordi abbassava la voce quando nei panni del ‘borghese piccolo piccolo’, funzionario arrogante e spaccone, doveva chiedere al superiore un’attenzione per il suo figliolo un po’ babbeo. Erano altri tempi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E chi se lo aspettava che sarebbero stati gli Italiani del nord, i Milanesi laboriosi, i durissimi Padani, i Brambilla e i Meneghin, con quelle facce quasi alpine e scavate da tanta operosità, a venire giù e insegnarci come fare della clientela la regola dello stato?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cuffaro e Lombardo non sono mine vaganti nell’oceano trasparente della correttezza politica. Essi sono carte vincenti nel mare dell’ordinarietà, dove per navigare basta essere un po’ spregiudicati e le preferenze fioccano.&lt;br /&gt;E per capire quali porti sono il giusto approdo per certi personaggi dalla lingua facile e dalla mano lesta, che della famiglia mafiosa fanno virtù e dello stato di diritto fanno scempio, basta leggere un poco di cronache parlamentari e tirare somme facili, tipo 2+2.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi spinge per la realizzazione di grandi opere costosissime alle quali esistono validissime soluzioni alternative?&lt;br /&gt;Chi vota per depenalizzare i reati finanziari e contro la pubblica amministrazione?&lt;br /&gt;Chi lavora contro il funzionamento della macchina giudiziaria e si rallegra delle prescrizioni che non sono assoluzioni?&lt;br /&gt;Chi giustifica le proprie telefonate di raccomandazione, una volta divenute pubbliche, come atti di normale amministrazione?&lt;br /&gt;Chi alle ultime elezioni candidò amici degli amici quali Speciale, De Gregorio e Ciarrapico?&lt;br /&gt;Chi alle prossime elezioni europee vuole eliminare le preferenze per far eleggere dal popolo bue altri Speciale, altri De Gregorio e altri Ciarrapico?&lt;br /&gt;Chi, grazie a fior di clientele e alla sua spregiudicatezza, può vantare un gradimento politico intorno al 60%?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il metodo mafioso è stato istituzionalizzato e normalizzato grazie alla spregiudicatezza politica di certi personaggi provenienti da oltrepo, appoggiati con forza da tutti coloro che si riconoscono nel centro politico, a partire da certi settori di AN e Lega per finire ben oltre la Margherita o quel che ne resta. Ciò che la balena bianca di Gava e Andreotti non poté, poté questa nuova generazione di balenotteri colorati. Come risultato, le preferenze fioccano, il gradimento sale e l’Italia affonda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sinistra moderata, quella pseudo-socialdemocrazia del terzo millennio, insomma tutta quella roba che si suppone cammini dietro Veltroni e che di sinistra ha veramente poco, si sta adeguando con malcelata ipocrisia all’andazzo corrente, accettando senza batter ciglio che l’Italiano medio abbia la possibilità di poter ottenere un risultato avendo baciato una mano o anche due.&lt;br /&gt;A destra, a sinistra e alla base, là dove osano i sindacati, in generale è un voltar la faccia e non guardare perché chi è senza peccato scagli la prima pietra.&lt;br /&gt;Nel frattempo l’Italia che stenta dobbiamo tirarla avanti come un’auto malandata: a spinta, anzi, a spintarelle. Così è se vi pare, e la lotta da oggi sarà non più contro la corruzione ma contro chi la corruzione non la vuole. Di Pietro e i movimenti siano avvertiti. Non più all’abuso si cercherà di sostituire la norma ma alla norma si sostituirà l’abuso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al braccio teso di qualche nostalgico che ancora confonde la lana con la seta (ammesso che una seta ci sia) e al pugno chiuso di tutti quegli orfani che non sanno rassegnarsi alla morte politica del marxismo, i balenotteri del Popolo e di quell’altro popolo opporranno il braccio piegato a mo’ di ombrello. Sarà questo infine il gesto ultimo che ci si rivolgerà dalle piazze, tra lo sventolio di bandiere bianche, rosse, nere e azzurre, chiamandoci a raccolta per osannare l’agitarsi di nuove mani da baciare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti ci appresteremo a imparare che la stagione dei Lombardo e dei Cuffaro segnò la svolta nella storia d’Italia verso una politica finalmente chiara nei suoi obiettivi e finalmente libera da volgari strumentalizzazioni. E ci appresteremo ansanti a cercare il nome del più vicino zu Raffaele che vive a soli cento passi da noi, che felici visiteremo per onorare e rispettare come un padre. L’offerta della sua mano da baciare sarà il cambiamento che arriva nella nostra vita e da quel momento tutto sarà possibile. Anche noi, pecorelle smarrite e ritrovate, potremo finalmente abbuffarci alla mensa dei potenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse memore di una grande stagione di satira, la nuova dirigenza del Paese diffonderà lo slogan che finalmente rappresenterà i nostri bisogni ed il nostro credo di Italiani. A voce alta: “&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff9900;"&gt;Cchiù pilu pi tutti!!&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;”&lt;br /&gt;E il programma politico di questa nuova santa alleanza per il bene della nazione sarà infine chiaro a tutti coloro che avranno orecchie per intendere: “&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff9900;"&gt;Mi voti? Avrai un lavoro e una casa. Non mi voti? Ntû culu a ttia e a tutta ‘a famiggja!&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5707350289547263360-3546433403282142000?l=rssresistenza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rssresistenza.blogspot.com/feeds/3546433403282142000/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5707350289547263360&amp;postID=3546433403282142000' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5707350289547263360/posts/default/3546433403282142000'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5707350289547263360/posts/default/3546433403282142000'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rssresistenza.blogspot.com/2008/09/cento-passi-da-zu-raffaele.html' title='A cento passi da zu Raffaele'/><author><name>Bippi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5707350289547263360.post-57196609589269476</id><published>2008-09-22T11:06:00.021+02:00</published><updated>2008-09-29T09:35:20.473+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Editoriali'/><title type='text'>Riformismo, per quanto assurdo sia</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;di Bruno Picozzi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da tempo affermiamo che in questo parlamento datato 2008 non siedono i primi membri di una nuova classe dirigente progressista e riformista ma gli ultimi e più incapaci membri di quella vecchia politica tangentara, riformatrice ma conservatrice, moralista su sesso e droga ma spregiudicata su armi e capitale, autoprivilegiata ed autoreferenziale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D’accordo con noi è il ministro Brunetta che dichiara in un’intervista apparsa sul &lt;a href="http://www.corriere.it/politica/08_settembre_17/brunetta_didore_coppie_fatto_70f2b496-847a-11dd-be21-00144f02aabc.shtml"&gt;Corriere della Sera&lt;/a&gt;: «&lt;em&gt;Questo governo rappresenta &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;!--sep--&gt;&lt;!--resto dell’articolo --&gt;&lt;em&gt;la più grande coalizione riformatrice della storia repubblicana. Il vero erede della tradizione di centrosinistra. Forza Italia mette insieme tutte le anime riformiste del vecchio centrosinistra: noi socialisti lib-lab, i repubblicani di La Malfa, i liberali di Biondi, i socialdemocratici, i cattolici liberali. Insomma, il centrosinistra che ha governato il boom economico e poi il pentapartito che ha salvato il paese dall'inflazione ai tempi di Craxi e in seguito di Amato e Ciampi.&lt;br /&gt;Dopo il diluvio di Tangentopoli, Berlusconi ha avuto la geniale intuizione di allearsi con il riformismo padano, che porta al federalismo fiscale, e con il riformismo nazionale della nuova destra di Fini (…). Di là ci sono la sinistra democristiana, le frange extraparlamentari e gli ex comunisti. Che sono sempre stati dalla parte opposta al riformismo: contro la NATO, contro l'Europa, contro lo Statuto dei lavoratori, contro il decreto di San Valentino, contro la politica dei redditi. (…) Non a caso, votano per noi i colletti blu e le partite IVA: l'Italia che lavora e quella che rischia. Votano per la sinistra i settori protetti, in particolare pezzi di pubblico impiego, e la rendita&lt;/em&gt;».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È un’analisi impietosa e realista, quella del ministro Brunetta, che ricompone i defunti partiti della Prima Repubblica in un’opera di restauro politico paragonabile allo ‘scuci e cuci’ ben noto agli architetti: prendi un pezzo da qui, mettilo lì, riempi bene con la malta e il gioco è fatto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò che distingue le dichiarazioni del ministro Brunetta dal nostro pensiero è l’entusiasmo (di grazia, cosa dovrebbe renderci entusiasti?) e l’uso ricorrente dell’aggetivo riformista che, opportunamente accostato a certi nomi e a certe azioni, sembra dare a questi ultimi una nuova faccia e una nuova veste. Ciò che è impresentabile e stantio si colora di bianco, rosso e verde e il popolo bue applaude contento.&lt;br /&gt;Qualche aggettivo, una mano di vernice, ed ecco il rospo trasformato in principe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, prima di andare a ben guardare cosa vien fuori dalle parole di Brunetta e dai fatti di questi anni, poiché si abusa di parole quali riformista, progressista, conservatore e rivoluzionario, bisogna doverosamente calarsi nel vocabolario e fare chiarezza, grazie all’aiuto di wikipedia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;Il &lt;span style="color:#cc9933;"&gt;progressismo&lt;/span&gt; è una visione o tendenza politica. Utilizzato per la prima volta nel tardo XIX secolo negli Stati Uniti, questo termine identifica coloro che sostengono che i diritti civili e sociali debbano essere promossi tramite&lt;br /&gt;riforme progressive, anziché tramite una rivoluzione anarchica o socialista.&lt;br /&gt;Si contrappone al conservatorismo, che propugna una pratica politica&lt;br /&gt;conforme alla tradizione e ostile alle innovazioni, in particolare nell'ambito&lt;br /&gt;etico ed economico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il &lt;span style="color:#cc9933;"&gt;riformismo&lt;/span&gt; è una metodologia da applicare alle iniziative politiche, con l'intento di favorire un'evoluzione degli ordinamenti politici e sociali mediante la teorizzazione e l'attuazione di riforme.&lt;br /&gt;Il termine riformismo è in contrasto con quello di rivoluzione. Riformare si rifà&lt;br /&gt;all'idea di "riorganizzare" o di "ridisegnare" attraverso l'utilizzo di metodi&lt;br /&gt;democratici, in contrapposizione ai metodi autoritari spesso usati dai regimi&lt;br /&gt;prodotti dalle rivoluzioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In origine il termine riformismo nacque per distinguere all'interno del movimento socialista coloro che sostenevano graduali riforme anziché la rivoluzione propugnata dai massimalisti. Per decenni poi il termine è stato sinonimo di socialdemocrazia, anche se solo nel corso della metà degli anni '80, si può dire che i socialdemocratici riformisti abbiano prevalso sui più radicali comunisti, nella lunga battaglia all'interno della sinistra europea. A questo punto essere riformisti ha significato più che altro proporre riforme graduali, di fronte alla sfida posta dai liberali e dai conservatori,&lt;br /&gt;guidati da leader come Ronald Reagan e Margaret Thatcher, i quali si sono&lt;br /&gt;proposti come sostenitori delle riforme più radicali, tanto che, di fatto, essi&lt;br /&gt;sono conservatori solo nei valori, ma non certo nelle politiche pratiche.&lt;br /&gt;Se ciò, ha inizialmente arroccato la sinistra riformista in difesa dello stato&lt;br /&gt;sociale contro quella che veniva definita una controriforma, ben presto questa,&lt;br /&gt;spinta da leader innovatori e centristi come Tony Blair e Gerhard Schröder, ha&lt;br /&gt;sposato l'assunto secondo cui se si vuole conservare lo stato sociale lo si deve&lt;br /&gt;riformare più o meno gradualmente.&lt;br /&gt;In base a questi assunti, l'essere "riformisti" ha preso nuova linfa nel nuovo dibattito interno alla sinistra, a parti rovesciate, tanto che i radicali di oggi chiedono sempre riforme radicali, ma più che altro si pongono a difesa incondizionata dello stato sociale, che i riformisti credono di dover riformare. In questo senso il termine "riformista" continua ad avere senso all'interno della sinistra, meno che mai nel confronto tra destra e sinistra, visto che, spesso, i &lt;span style="color:#cc9933;"&gt;conservatori&lt;/span&gt; e i &lt;span style="color:#cc9933;"&gt;liberali&lt;/span&gt; spingono per riforme più radicali ma nel senso opposto da quelle proposte dalla sinistra radicale. Alcuni propongono perciò di usare i termine "&lt;span style="color:#cc9933;"&gt;riformatore&lt;/span&gt;" per la&lt;br /&gt;destra e quello "&lt;span style="color:#cc9933;"&gt;riformista&lt;/span&gt;" per la sinistra, laddove la prima è più radicale e la seconda più moderata e graduale, in vista della conservazione dello stato sociale.&lt;/blockquote&gt;Fin qui wikipedia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, se Brunetta si dà del riformista, noi gli diamo del riformatore. Non è la stessa cosa, le parole sono importanti! Un riformista, abbiamo imparato da wikipedia, favorisce un'evoluzione degli ordinamenti politici e sociali mediante la teorizzazione e l'attuazione di riforme. Ma stiamo parlando di riforme che sostengano e rafforzino i diritti civili e sociali, che mirino a difendere lo stato sociale e i deboli. Se dimentichiamo questo piccolo particolare, chiunque è riformista e qualunque cosa è riforma: il dimezzamento delle pensioni, la privatizzazione della sanità, l’abolizione della scuola elementare, l’introduzione del burka obbligatorio in strada e della minigonna obbligatoria in TV…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come può Brunetta accostare il liberismo selvaggio dei governi Berlusconi al riformismo? Forse che far fallire Alitalia o, in alternativa, scaricarne la cattiva gestione sul bilancio dello stato è un atto di riformismo?&lt;br /&gt;Riformista fu forse Craxi con il suo taglio alla scala mobile o decreto di San Valentino, volto a combattere inflazione e deficit pubblico, che fu premiato dal referendum popolare, ma non furono certo riformisti Bossi e Fini con la legge sull’immigrazione, anche quella applaudita dai più. Riformista fu certo l’introduzione dell’8 per mille da parte del governo Craxi ma di certo non l’introduzione dei CIP6 da parte del governo Andreotti. Riformista fu l’impopolare norma del governo Berlusconi sul divieto di fumo nei locali pubblici, non l’indulto svuota-carceri e salva-Previti di Prodi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché riformista non significa condivisibile, positivo, efficace, maggioritario, moderno… nulla di tutto ciò. Non chiunque faccia una riforma è riformista. I Talebani afghani avevano rovesciato il paese come un calzino ma nessuno si è mai sognato di chiamarli riformisti. Ronnie Reagan è passato alla storia come il simbolo dei liberisti conservatori, eppure di riforme ne ha fatte, fin troppe!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La parola riformismo porta nel suo significato la volontà di agire per promuovere, rafforzare e ampliare i diritti civili e sociali dell’intera popolazione, distribuendo la ricchezza, soddisfacendo i bisogni primari, sostenendo i deboli e rafforzando l’economia al servizio della società intera. Con riforme graduali, magari con qualche passetto indietro di tanto in tanto, come uno smistamento a centrocampo in attesa di verticalizzare sulle fasce, ma comunque a vantaggio della società intera. Mettere in libertà i detenuti non serve a reintegrarli nella società e dunque non promuove i diritti di nessuno, per questo in maggioranza son tornati in galera dopo un anno. Mettere i detenuti in condizione di lavorare e guadagnarsi da vivere onestamente sarebbe stato riformismo ma nessuno ci ha pensato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre si vuo precisare che non basta un atto di riformismo per essere riformista. Alemanno da ministro promosse la prima Conferenza euro-mediterranea sulla Pesca e sull’Agricoltura, favorendo l’introduzione di nuove norme a difesa del settore. Ben fatto! Ma da sindaco di Roma la musica è cambiata, almeno fino ad oggi. Certo, non che faccia peggio di Rutelli e Veltroni, ma questo è un altro discorso e sarebbe lungo da affrontare…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tornando alle parole di Brunetta, ecco quindi quale insegnamento possiamo trarne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1- Il centrodestra al governo, se si esclude la Lega, è il vecchio pentapartito riveduto e corretto con un poco di “scuci e cuci”, De Mita e Amato fuori, Fini dentro.&lt;br /&gt;2- L’aggettivo ‘riformista’ piace, fa audience, aumenta lo share, ma non è applicabile a tutto e a tutti. Sul riformismo padano, ad esempio, ci sarebbe da discutere. In quanto riformismo e in quanto padano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di sicuro partiamo dal presupposto che la decentralizzazione di quel brontosauro che è lo stato italiano è cosa buona e giusta, e se non fosse stato per l’incedere della Lega, partito trasversale dal neonazismo al comunismo, mai se ne sarebbe parlato in Italia. E siamo anche d’accordo che gli slogan elettorali, come al mercato, debbano chiedere 100 per ottenere 10. Ma fomentare separatismo e rivolte armate, soffiare sul fuoco del razzismo e della xenofobia, creare fior di clientele con il buco nero di Malpensa, chiedere a voce la riduzione della spesa per poi incassare senza pudore rimborsi milionari, tuonare contro Roma ladrona e poi votare il pozzo senza fondo che sarà il ponte sullo stretto di Messina, et cetera et cetera, tutto ciò sa di opportunismo in salsa populista. Se mai i durissimi Padani si accorgeranno di quel che la Lega mescola in parlamento, Borghezio e compagnia si ritroveranno verdi ben altro che le cravatte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma Bossi afferma che, laddove le riforme non passino, il popolo farà la rivoluzione.&lt;br /&gt;Ebbene, “il termine riformismo è in contrasto con quello di rivoluzione. Riformare si rifà all'idea di "riorganizzare" o di "ridisegnare" attraverso l'utilizzo di metodi democratici, in contrapposizione ai metodi autoritari spesso usati dai regimi prodotti dalle rivoluzioni.” Qualcuno dovrebbe far presente a Bossi l’esistenza di wikipedia…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E forse bisognerebbe anche farla conoscere a quell’anziano signore (ipse dixit) di nome Berlusconi, il quale si permette di affermare che il dialogo con l’opposizione è chiuso perché Veltroni è inesistente. Sia pur vero, Veltroni è inesistente e su questo, nostro malgrado, siamo d’accordo con Berlusconi. Ma quale dialogo il governo ha mai portato avanti con l’opposizione? Su nulla è stato permesso accordarsi perché tutte le leggi, leggine, norme e decreti fin qui votati sono passati a botta di maggioranze parlamentari blindate. Su nulla il pur inesistente Veltroni è stato chiamato a dire la sua. Su nulla la guardia svizzera Casini ha avuto opportunità di dire la sua, se mai avesse avuto qualcosa di diverso da dire. Di Pietro poi, ogni volta che parla gli si dà del giustizialista.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;- Signor Presidente, posso andare al gabinetto?&lt;br /&gt;- GIUSTIZIALISTA!!!&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;E che diamine…!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, questo governo Berlusconi e il riformismo sono lontani anni luce, come i due estremi della Via Lattea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si aggiunga che da anni che tentiamo di non confondere il Berlusconismo col fascismo, e difatti poco si somigliano, ma adesso davvero il miliardario Berlusconi sta riformando lo Stato con l’uso di metodi autoritari contro l’opposizione parlamentare, contro l’opposizione extraparlamentare e contro i movimenti territoriali, manganelli nella fattispecie. La piazza al momento viene ignorata ma in futuro chissà. E quando Amnesty al prossimo rapporto annuale metterà in difficoltà il nostro governo per Bolzaneto, Vicenza, Chiaiano e simili, che farà il nostro governo? Ne Espellerà i responsabili dandogli dei filocomunisti come Chavez ha espulso Human Rights Watch dandogli dei venduti agli Americani? Almeno Chavez, con metodi autoritari, combatte la povertà…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il riformismo è ben altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma forse la verità è nella citazione da Rosalux su Comedonchisciotte:&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;Una comunicazione può essere efficace e al tempo stesso infondata o fondata su presupporsi falsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Berlusconi ha convinto il 60% degli italiani di star facendo un ottimo lavoro. Ha fatto tagli alla scuola, e ha fatto credere di essere tornato alla buona vecchia scuola di una volta, ha tagliato fondi alla polizia, ma la gente è rasserenata dai soldatini. Ha la capacità di strutturare unità minime di pensiero ad elevatissimo grado di contagiosità&lt;/em&gt;."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco, per quanto ci si possa sforzare a mettere i puntini sulle ‘i’, il gran comunicatore continuerà un milione di volte a definirsi riformista di sinistra e il popolo bue gli crederà, come ha creduto di andare in Iraq a liberare i poveri Iracheni oppressi dal feroce dittatore che viveva circondato da tonnellate di armi di distruzione di massa, mai trovate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ottimo blog Progvolution in un &lt;a href="http://progvolution.blogspot.com/2008/09/mi-rannicchio-annichilito-nel-mio.html"&gt;articolo emotivo&lt;/a&gt; ma interessante afferma:&lt;br /&gt;“&lt;em&gt;La &lt;span style="color:#cc9933;"&gt;verità&lt;/span&gt; non esiste.&lt;br /&gt;Esiste solo la &lt;span style="color:#cc9933;"&gt;percezione&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;(…) Basta veramente solo la propaganda a creare la percezione positiva?&lt;br /&gt;Davvero abbiamo coscienze così deboli e malleabili?&lt;/em&gt; “&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ebbene la vecchia classe dirigente, quella tangentara, moralista, conservatrice, un po’ troppo mafiosa e troppo poco abituata a salire su un tram al mattino, quella e non altra si è alleata con l’esperto in comunicazione pubblicitaria, il miliardario Berlusconi, e ha fatto della propaganda e delle nostre deboli coscienze la sua arma vincente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come fece Adolf Hitler ai suoi tempi. Propaganda, bandiere, feste, propaganda, discorsi fiume, propaganda, trasmissioni radio, lustrini, canzoni patriottiche, propaganda, bugie, propaganda, sfilate, propaganda, propaganda, propaganda...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La grande differenza è nel fatto che la Germania di Hitler si trasformò in cinque anni in una macchina efficientissima, in cui tutto (tranne il non essere d’accordo) funzionava alla perfezione, ogni meccanismo della pubblica amministrazione, ogni angolo del servizio pubblico, ogni passaggio burocratico, ogni singola pallottola...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Italia degli ultimi vent’anni è assai diversa.&lt;br /&gt;Ancora agli inizi degli anni ’80 il Belpaese concorreva a livello internazionale in tutti i campi d’avanguardia, dagli aeroplani ai satelliti spaziali, dalla chimica all’architettura, dal turismo al cinema d’autore.&lt;br /&gt;Nel 1980 la FIAT, che vendeva trattori apprezzatissimi in tutto il mondo, si inventò quel gioiello che fu la Panda e 3 anni dopo la Uno, migliore auto dell’anno. Nel 1985 partirono Lancia Thema e Alfa 164, per capirci.&lt;br /&gt;I milioni di mine antiuomo che Saddam Hussein seminò nel Kurdistan iracheno e ai confini con l’Iran, il dittatore li acquistò dalla nostra incomparabile Valsella (&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Valmara_69"&gt;http://en.wikipedia.org/wiki/Valmara_69&lt;/a&gt;), mica dai cattivissimi Americani!&lt;br /&gt;Nel 1983 l’Olivetti di Carlo De Benedetti si permise di immettere sul mercato alcuni tra i primi modelli di personal computer, in concorrenza con il gigante IBM, diventando nel 1985 il secondo produttore al mondo di computer ed il primo produttore in Europa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi, passati 10 anni di Craxi e De Mita e 15 anni di Berlusconi e Prodi, Carlo De Benedetti trova la forza di affermare su &lt;a href="http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/economia/de-benedetti/de-benedetti/de-benedetti.html"&gt;Repubblica&lt;/a&gt;: “&lt;em&gt;Con l'eccezione del nostro passato, se arrivasse uno tsunami e non ci fosse più l'Italia, nessuno se ne accorgerebbe&lt;/em&gt;".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bruno Picozzi&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5707350289547263360-57196609589269476?l=rssresistenza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rssresistenza.blogspot.com/feeds/57196609589269476/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5707350289547263360&amp;postID=57196609589269476' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5707350289547263360/posts/default/57196609589269476'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5707350289547263360/posts/default/57196609589269476'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rssresistenza.blogspot.com/2008/09/riformismo-per-quanto-assurdo-sia.html' title='Riformismo, per quanto assurdo sia'/><author><name>Bippi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
